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Sabato, 4 Dicembre 2021
Cronaca

Protezione civile ridotta all’osso: uno dei nodi per il commissario Giuffrè

Solo due uomini sono rimasti fra le file della Protezione civile comunale, il cui gruppo volontari è stato cancellato. Numerose le emergenze da fronteggiare, dagli sbarchi agli incendi boschivi

BRINDISI – Fra le varie pratiche finite sulla scrivania del commissario prefettizio Santi Giuffré, potrebbe esserci anche quella riguardante il destino della Protezione Civile comunale. Si tratta di una questione da tenere in debita considerazione, se si considera il ruolo di primo piano svolto negli ultimi anni dagli operatori del gruppo comunale di Protezione civile nel fronteggiare varie emergenze, fra cui quelle legate agli incendi boschivi (solita piaga estiva che si sta riproponendo già da alcuni giorni nel territorio cittadino), agli sbarchi dei migranti e alle alluvioni.

Innanzi tutto bisognerà capire se da parte del commissario c’è l’intenzione di rilanciare quello che nell’ultimo decennio è stato uno dei fiori all’occhiello dell’amministrazione comunale, partendo dal presupposto che i dipendenti rimasti in forza alla Protezione civile sono solo due. Non ci sono abbastanza uomini neanche per allestire una squadra antincendio, che necessita di almeno quattro elementi. Il lento declino è iniziato la scorsa estate, quando l’ingegnere Giuseppe Augusto venne rimosso dall’incarico di capo della Protezione civile, dopo averla guidata per 15 anni. Successivamente il servizio è stato affidato al dirigente Fabio Lacino, per poi passare al comandante della polizia municipale, Teodoro Nigro, prima di tornare nuovamente a Fabio Lacinio.

Nel frattempo, la Protezione civile è stata di fatto svuotata. I servizi di informazione alla popolazione tramite Facebook, Twitter, Giuseppe Augusto e Franco Gabrielli-2Whatsapp, City allert e Telegram sono stati accantonati. Il piano di emergenza, implementato e aggiornato dall’ingegnere Augusto (nella foto a destra insieme al prefetto Franco Gabrielli), è stato messo da parte, nonostante bastasse poco per completarlo e portarlo in consiglio comunale. Il gruppo comunale volontari, creato fra mille difficoltà, è stato cancellato dal registro regionale e annullato. La sede di via Della Torretta, inaugurata nel 2011 dall’allora responsabile nazionale della Protezione civile, il prefetto Franco Gabrielli, attrezzata per ogni genere di emergenza, è ormai semideserta.

Con l’azzeramento di tutti gli incarichi disposto da Giuffré nell’ambito della rotazione dai dirigenti, dovrà essere colmata anche la lacuna apertasi al vertice della Protezione civile. Non è da scartare l’ipotesi che l’incarico possa essere affidato nuovamente ad Augusto, già responsabile degli impianti tecnologici comunali. E’ stato lo stesso Augusto, del resto, a creare la struttura della Protezione civile comunale, a capo della quale venne messo nel 2001 dal sindaco Giovanni Antonino. Nel dicembre dello stesso anno, il professionista conseguì la qualifica di disaster manager.

Tutti i sindaci e i commissari prefettizi alternatisi negli anni successivi lo hanno confermato nel ruolo di funzionario tecnico. Augusto, però, rivendica di aver svolto a tutti gli effetti il ruolo di dirigente della Protezione civile. Per questo il professionista ha citato in giudizio l’amministrazione comunale, chiedendo che gli venga riconosciuta una somma pari alla differenza fra gli emolumenti percepiti negli ultimi 15 anni e quelli che gli sarebbero spettati di diritto, se fosse stato promosso a dirigente. Complessivamente (tenendo conto anche di altre rivendicazioni economiche avanzate dall’ingegnere) è stato presentato un conto da un milione di euro al Comune. Sulla vertenza, ad ogni modo, saranno i giudici ad esprimersi. 

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