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Cronaca Oria

Due anni all'artigiano di Oria imputato di stalking. Il pm ne aveva chiesti quattro

ORIA - Pena dimezzata rispetto alla richiesta del pubblico ministero Raffaele Casto: Pasquale Delli Santi, 64 anni, arrestato per stalking il 21 luglio scorso è stato condannato a due anni di reclusione per decisione del giudice Francesco Galiano. E' questo l'epilogo di una vicenda iniziata con la denuncia di una donna, vent’anni più giovane di lui, che lo accusava di averla perseguitata con telefonate, messaggi, bigliettini recapitati persino sulla tomba di famiglia, missive di questo tenore “mia o di nessuno”, a mezzo fra l’amore disperato e la minaccia. A inchiodare l’anziano artigiano, i tabulati telefonici acquisiti agli atti: ben 732 le telefonate dirette al cellulare di lei, 92 quelle al fisso, registrate nel giro di poche settimane.

ORIA - Pena dimezzata rispetto alla richiesta del pubblico ministero Raffaele Casto: Pasquale Delli Santi, 64 anni, arrestato per stalking il 21 luglio scorso è stato condannato a due anni di reclusione per decisione del giudice Francesco Galiano. E' questo l'epilogo di una vicenda iniziata con la denuncia di una donna, vent'anni più giovane di lui, che lo accusava di averla perseguitata con telefonate, messaggi, bigliettini recapitati persino sulla tomba di famiglia, missive di questo tenore "mia o di nessuno", a mezzo fra l'amore disperato e la minaccia. A inchiodare l'anziano artigiano, i tabulati telefonici acquisiti agli atti: ben 732 le telefonate dirette al cellulare di lei, 92 quelle al fisso, registrate nel giro di poche settimane.

E un precedente. La donna, una 42nne nubile di Oria, che sosteneva di aver subito molestie da anni, aveva già denunciato Delli Santi nel 2008, epoca in cui il reato di stalking non era ancora contemplato dal codice penale. Lo spasimante abbandonato se l'era cavata con una sanzione amministrativa per molestie. L'artigiano, dal canto suo, non ha mai negato il desiderio accecante per la donna che - è il dettaglio che può aver fatto la pesante differenza - era stata la sua amante. La presunta persecuzione insomma, avrebbe avuto inizio al termine della relazione che la parte lesa invece ha sempre negato.

Per capire cosa abbia determinato il giudizio di primo grado a carico dell'artigiano oritano, bisognerà attendere il deposito delle motivazioni della sentenza. Intanto, il giudizio assai più clemente rispetto alla richiesta formulata dall'accusa lascia sperare l'imputato e la sua famiglia che siano state riconosciute, almeno in parte, le ragioni sostenute dalla difesa dell'avvocato Giovanni Pomarico che da luglio chiede la revoca dei domiciliari al proprio assistito, dimagrito di trenta chili nel giro di cinque mesi. Pasquale Delli Santi, prostrato dalla detenzione, ha tentato due volte il suicidio.

"Prima d'essere arrestato per stalking, mio padre faceva l'artigiano. Era un omone di 85 chili, è stato un buon padre. Ci ha permesso di studiare, a botta di sacrifici, lavorava in officina fino a notte fonda. Non mi vergogno a dirlo, a casa si risparmiava per permetterci di andare a ripetizioni di matematica, io non me lo posso scordare. Forse ha sbagliato, non lo so. Non sono io a poter giudicare. Quello che so è che lo vedo morire, un giorno dopo l'altro. Che si è ridotto a un mucchietto d'ossa, pesa 55 chili, trenta li ha perduti in cinque mesi ai domiciliari. Si muove a passetti piccoli per casa, come se fosse diventato vecchio di colpo. Per due volte mia madre lo ha salvato dal suicidio. Lo ha trovato con una corda al collo. Dice che preferisce morire piuttosto che continuare a pesare sulle mie spalle. Io vorrei solo vederlo ritornare alla vita, e sono certo che ci riuscirebbe se solo potesse tornare a lavorare, a sentirsi utile", sono le parole di Raffaele Delli Santi, figlio dell'imputato che per suo padre non ha mai chiesto sconti, piuttosto giustizia.

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