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Due immagini dell'inseguimento e della cattura del motoscafo al largo di San Cataldo

Due immagini dell'inseguimento e della cattura del motoscafo al largo di San Cataldo

In barca con 760 chili di droga: arrestati due brindisini e un albanese

In barca con 760 chili di marijuana: due brindisini e un cittadino di nazionalità albanese sono stati intercettati al largo di San Cataldo dai militari della Guardia di Finanza. In carcere sono finiti Oliviero Ferraro di 47 anni e Lazzaro Di Lauro di 58 anni, assieme a Admir Quacaj, 31 anni, di Valona

BRINDISI - In barca con 760 chili di marijuana: due brindisini e un cittadino di nazionalità albanese sono stati intercettati al largo di San Cataldo dai militari della Guardia di Finanza. In carcere sono finiti Oliviero Ferraro di 47 anni e Lazzaro Di Lauro di 58 anni, assieme a Admir Quacaj, 31 anni, di Valona. L'operazione è scattata nel pomeriggio di venerdì.

I tre, su disposizione del pubblico ministero della Procura di Lecce, competente per territorio, venivano arrestati per detenzione e traffico internazionale di stupefacenti e condotti in carcere in attesa dell'udienza di convalida davanti al gip, alla presenza dei difensori Daniela d'Amuri e Giovanni Brigante.

L'operazione è stata condotta da unità del Reparto Operativo Aeronavale della Guardia di Finanza di Bari e del Gruppo Aeronavale della Guardia di Finanza di Taranto, che svolge funzioni di centro di coordinamento locale Frontex per l’operazione “Triton”, inviati verso il motoscafo sospetto per controllarlo. non appena lo stesso è stato intercettato.

Sorpresi in pieno giorno, l'equipaggio del natante decideva di tentare la fuga e per acquisire maggiore velocità si liberava di parte carico lanciandolo in mare. Tutto inutile perchè dopo un breve e movimentato inseguimento condotto dalle unità aeronavali dellaFinanza tutto si concludeva con l’abbordaggio del motoscafo a circa 20 miglia al largo di San Cataldo. 

Il motoscafo abbordato dai finanzieri del Roan-2

Il natante utilizzato per il trasporto della droga, un semicabinato lungo 8 metri, con un potente motore fuoribordo da 225 cavalli, veniva scortato sino agli ormeggi della Sezione Operativa Navale della Guardia di Finanza di Otranto e sequestrato. Subito sono stati avviati approfondimenti investigativi in collaborazione con le autorità di polizia albanesi e con il Nucleo di Frontiera Marittima della Guardia di Finanza di stanza a Durazzo, per risalire al gruppo criminoso coinvolto nel traffico.

Supera le 5 le tonnellate di marijuana il quantitativo complessivo dalla Guardia di Finanza in Puglia in queste prime settimane del 2017, cui si aggiungono le 20 tonnellate circa sequestrate nel 2016. Ma proprio la frequenza di queste operazioni dimostra le dimensioni dell'affare criminoso che si sviluppa tra le coste albanesi e quelle delle Puglia meridionale, che sfida il dispositivo dei controlli in mare, che ha anche funzioni di contrasto al traffico di clandestini.

Il secondo elemento che trova conferma ulteriore nel servizio condotto ieri dai mezzi aeronavali della Guardia di Finanza, è il coinvolgimento pieno nel narcotraffico che utilizza il Canale d'Otranto di manovalanza brindisina, arruolata dai clan albanesi che spediscono in Italia la marijuana lavorata sulle montagne dell'entroterra di Valona, dove interi villaggi sono coinvolti nella coltivazione della Cannabis indica e nella successiva lavorazione per ricavarne marijuana e hascisc.

C'è dunque una criminalità che a distanza di oltre 15 anni dalla distruzione delle squadre contrabbandiere tra Brindisi e Monopoli con l'Operazione Primavera, si ripresenta sempre più numerosa sulle vecchie rotte per Durazzo e Valona utilizzate per il traffico di sigarette, sia - come già detto - nel ruolo di mavolanza, ma anche nel ruolo di partner delle mafie albanesi. Su questa frontiera si indaga da tempo, mentre oggi questo tratto di mare attira l'attenzione anche per la presenza in Kosovo e Albania di enclave fondamentaliste legate a scuole coraniche e moschee nate con finanziamenti giunti dalla Turchia, dall'Arabia Saudita e da alcuni emirati del Golfo.

Questo articolo è stato aggiornato alle 09,40 del 28 gennaio 2017

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