Procacciatori di affari raggirano pensionato, ma arriva la polizia

Si fanno mostrare la bolletta e acquisiscono il codice identificativo per effettuare la trasmigrazione del contratto energetico, all'insaputa dell'utente. I poliziotti, contattati dalla vittima, sventano la truffa

Da destra, Giancarlo Nigro, RIta Sverdigliozzi e Vincenzo Leo

BRINDISI - Hanno tentato di raggirare un anziano che li aveva accolti in casa, acquisendo il codice identificativo della sua utenza energetica. Ma grazie all’intervento dei poliziotti della sezione Volanti della questura di Brindisi al comando del vice commissario Giancarlo Nigro, è stato sventato un tentativo di truffa perpetrato da un siciliano e da un cittadino di origine rumena, entrambi procacciatori di affari per conto di una società attiva nel settore energetico. 

La truffa

I due nel pomeriggio di giovedì (18 luglio) hanno bussato all’abitazione di un 70enne residente al rione Sant’Elia, spacciandosi per dei dipendenti di un ente gestore che dovevano effettuare une verifica sul contatore. Il pensionato inizialmente ha mostrato una certa titubanza. Ma pressato dall’insistenza dei due uomini, li ha fatti entrare in casa. A quel punto i malfattori gli hanno fatto una proposta commerciale, convincendolo a farsi mostrare una bolletta dell’energia elettrica, su cui era indicato il codice tramite il quale è possibile risalire ai dati personali dell’utente.

L'arrivo della polizia

Il pensionato, per nulla convinto della buona fede dei due operatori, li ha fatti uscire, senza firmare nulla. Poi lo stesso ha avuto l’intuizione di contattare sia l’ente gestore con cui aveva il contratto per la fornitura di energia, che la polizia. Una pattuglia si è subito recata sul posto e si è fatta fornire una descrizione dei due individui. Questi poco dopo sono stati intercettati mentre continuavano ad aggirarsi per le vie del quartiere San’Elia, pronti a prendere di mira un altro pensionato.

Rita sverdigliozzi-4-2

L’intervento della polizia è stato provvidenziale perché grazie al codice acquisito in maniera truffaldina, i due, all’insaputa del malcapitato, avrebbero potuto effettuare la trasmigrazione del contatto presso la società  (sul cui conto verranno effettuati ulteriori accertamenti investigativi) per la quale procacciavano nuovi clienti, incassando la relativa provvigione. Entrambi sono stati denunciati a piede libero per il reato di tentata truffa aggravata. Al siciliano, per l’atteggiamento ostile mostrato nei confronti delle forze dell’ordine, è stato contestato anche il reato di oltraggio a pubblico ufficiale.

I consigli dei poliziotti

Nel corso di una conferenza stampa che si è svolta stamattina in questura, lo stesso vicequestore Nigro e i colleghi Rita Sverdigliozzi e Vincenzo Leo, rispettivamente dirigente e vicedirigente della Squadra Mobile, hanno lanciato un monito sul fenomeno delle truffe agli anziani, fornendo una serie di consigli per non cadere nelle trappole dei malfattori.

Le truffe, si sa, sono molteplici. C’è quella dello specchietto. C’è quella del falso avvocato che chiede una somma di denaro per il rilascio di un figlio arrestato. E poi ci son i finti dipendenti di un’azienda energetica che propongono il passaggio a nuove utenze. Ci sono persino i finti marescialli dei carabinieri.

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In linea di massima è consigliabile non maneggiare ingenti somme di denaro (sempre meglio farsi accreditare la pensione sul proprio conto, anzichè ritirarla di persona) e contattare le forze dell’ordine ogni volta che si nutrono dei dubbi sulle persone che citofonano sotto varie vesti. Non bisogna nutrire vergogna di confidarsi con i familiari, se si realizza di essere caduti in un tranello. In definitiva, mai abbassare la guardia contro i balordi che approfittano delle persone deboli o in difficoltà, senza alcuna remora. 

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