Cronaca

Da luglio a settembre senza stipendio: mobilitazione dei lavoratori ex Lsu Ata

Da luglio a settembre a casa senza retribuzione, i lavoratori ex Lsu (Lavori socialmente utili) chiedono spiegazioni. Sit-in dei lavoratori ex Lsu Ata davanti la sede della Prefettura in piazza Santa Teresa. La mobilitazione, organizzata da Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Cobas del Lavoro Privato, ha contato sulla presenza di circa 40 lavoratori precedentemente impegnati in lavori di piccola manutenzione e pitturazione

BRINDISI - Da luglio a settembre a casa senza retribuzione, i lavoratori ex Lsu (Lavori socialmente utili) chiedono spiegazioni. Sit-in dei lavoratori ex Lsu Ata davanti la sede della Prefettura in piazza Santa Teresa. La mobilitazione, organizzata da Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Cobas del Lavoro Privato, ha contato sulla presenza di circa 40 lavoratori precedentemente impegnati in lavori di piccola manutenzione e pitturazione presso diversi istituti scolastici e dal primo luglio raggiunti da un provvedimento di sospensione che li terrà a casa senza stipendi per i prossimi mesi.                                                                                                                                        “Abbiamo voluto incontrare il Prefetto di Brindisi e il rappresentante dell’Ufficio scolastico provinciale per chiedere maggiore attenzione su questa situazione che, se da una parte coinvolge decine di lavoratori, e le rispettive famiglie, che si vedono negare lavoro e retribuzione per colpe non loro, dall’altra ha delle ricadute sulla sicurezza scolastica, come nel caso della scuola elementare Pessina di Ostuni dove un lavoro sbrigativo ha causato il cedimento del solaio” – dichiara il Segretario provinciale Filcams Cgil Amedeo Montagna al termine dell’incontro in Prefettura.                                                                                                                             

Nel 2014 un accordo tra il Ministero dell’Istruzione, il Ministero del Lavoro e le associazioni sindacali impegnate ha definito un passaggio di 450 milioni di euro per le attività di decoro (piccola manutenzione e pitturazione) nelle scuole che impegnavano i lavoratori ex Lsu Ata.                                                                                                                                       

“Accordo che cercammo di portare a casa per intervenire sulle riduzioni agli orari lavorativi (da 35 ore a 18, ndr) causate dal ribasso del 60 per cento nella gara d’appalto Consip aggiudicata in Puglia dalla ditta Dussman – continua il sindacalista Montagna -  con quell’intervento tutti i lavoratori sarebbero dovuti tornare al normale orario di lavoro. E cosi è stato fino a quando i ritardi del Governo nel finanziare le aziende impegnate nei lavori nelle scuole sono diventati ingestibili. Senza finanziamenti molte aziende hanno completato, non in tutti i casi naturalmente, i lavori in maniera superficiale fino ad arrivare alla sospensione dei lavoratori”.                                                                                                                              

Lavoratori che si vedono negare lo stipendio per luglio e agosto e che al termine dell’accordo (il 31 marzo 2016, ndr) dovranno ritornare al ridotto orario lavorativo con la conseguente riduzione dello stipendio. “Come sindacato ci opponiamo a questa situazione, i soldi ci sono e vorremmo che si ritornasse a spenderli, soprattutto in maniera consona perché si parla sempre di sicurezza scolastica. Ecco perché questa mattina abbiamo chiesto agli organi di competenza di vigilare attentamente, chiediamo una verifica dei soldi spesi finora e quelli ancora da spendere, vorremmo sapere l’ammontare dei finanziamenti assegnati alle diverse scuole affinché là dove ci sia bisogno di intervenire lo si possa fare approfittando del periodo estivo” conclude il segretario Filcams Cgil.

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