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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
Cronaca Mesagne

Quattro anni, interdizione perpetua e sequestro dei beni a due ristoratori

Condannati per peculato ai danni di un terzo fratello Giuseppe e Francesco Zuccaro. L'origine, una contesa testamentaria

MESAGNE - Condannati a quattro anni di reclusione per peculato i titolari di una sala ricevimenti sita in territorio di Mesagne. La sezione penale del tribunale di Brindisi, presidente Domenico Cucchiara, che ha dichiarato colpevoli i fratelli Francesco e Giuseppe Zuccaro, ha disposto anche il sequestro dei loro beni mobili e immobili e di ogni altra utilità a loro disposizione sino al raggiungimento della somma di 322mila euro, ne ha dichiarato l’interdizione in perpetuo dai pubblici uffici e li ha condannati al risarcimento del danno in separata sede, oltre al pagamento delle spese processuali.

La vicenda prende le mosse nel 2013, quando la fondatrice dell'azienda, due giorni prima della sua morte, nominava con testamento pubblico unici eredi dell'azienda due soltanto dei suoi figli, estromettendo totalmente il terzo . Quest'ultimo, tramite gli avvocati Emilio Lucisani e Francesco Bianco, otteneva dal Tribunale il sequestro dell'azienda ed impugnava il testamento, chiedendone l'annullamento per incapacità della testatrice. Il tribunale civile, accogliendo la domanda dei legali, disponeva il sequestro dell'azienda, nominando momentaneamente come custodi gli eredi testamentari, poi revocati dall'incarico.

Questi ultimi, nella loro condizione di custodi, avrebbero però creato una società a responsabilità limitata senza autorizzazione del Tribunale, conferendo alla stessa l'azienda loro affidata dal magistrato. Da ciò, a seguito della denuncia sporta dal terzo figlio, aveva origine l'accusa di peculato mossa nei loro confronti , che ha poi condotto alla condanna a quattro anni e alle misure accessorie. Nel frattempo, il Tribunale civile, accogliendo la domanda proposta dal terzo figlio, ha annullato il testamento della fondatrice per incapacità della stessa.

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