Cronaca

Un siriano nell'intercapedine: due bulgari arrestati dalla Polmare al porto

Avevano un clandestino siriano nascosto in una stretta intercapedine ricavata tra il bagagliaio e il sedile posteriore della loro Vauxhall Omega, ma sono stati scoperti dal personale della Polmare di Brindisi, nel corso dei controlli eseguiti sui mezzi allo sbarco

BRINDISI – Avevano un clandestino siriano nascosto in una stretta intercapedine ricavata tra il bagagliaio e il sedile posteriore della loro Vauxhall Omega, ma sono stati scoperti dal personale della Polmare di Brindisi, nel corso dei controlli eseguiti sui mezzi che stavano sbarcando ieri 9 febbraio dal traghetto Euroferry Egnazia proveniente dalla Grecia. Si tratta di due cittadini bulgari, arrestati poco dopo per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, L’auto è stata sequestrata.

hadzhiev-2Ieri mattina la Vauxhall è stata fermata per controlli. Dai giorni della strage di Parigi anche il porto di Brindisi è diventato una frontiera molto sensibile, anche nella sua parte non-Schenge, poiché da molti anni si trova sul percorso di una nuova “via Francigena”, diretta in Medio Oriente attraverso la Grecia e la Bulgaria. Dall’altra parte c’è la Turchia, poi la Siria. Aree del mondo molto calde, verso cui e da cui si muovono le nuove reclute dell’Isis. Quindi, attenzione moltiplicata da parte del nostro sistema di vigilanza. (Nella foto, Banil Hadzhiev)

Non sono perciò tempi buoni per i normali trafficanti, quelli che provano a violare la rete dei controlli con carichi di sigarette, droga, armi, e clandestini. Milko Radoev Atanasov, di 31 anni, residente in Tarnava Biala Slatina, e il connazionale Banil Borisov Hadzhiev, di 53 anni, anch’egli residente ia Tarnava Biala Slatina, ci hanno provato lo stesso, arruolati dall’organizzazione che in Grecia ha una base molto importante di smistamento dei passaggi dall’Asia all’Europa.

atanasov-2Nel corso dell’accurata ispezione del veicolo, gli operatori della Polizia di Frontiera, scoprivano la presenza di un clandestino celato all’interno di un vano strettissimo nella parte posteriore dell’abitacolo. Si trattava di un siriano, provo di documenti, che ha raccontato di aver pagato 6mila euro agli uomini dell’organizzazione che ha contattato ad Atene, per il passaggio in Italia. Trattandosi di persona proveniente da una zona di guerra, ha subito dopo chiesto lo status di rifugiato politico, e per questo è stato accompagnato al Cara di Restinco in attesa della valutazione della sua domanda. (Nella foto, Milko Atanasov)

Atanasov e Hadzhiev invece, d’intesa col pm di turno Marco D’Agostino, sono stati arrestati e trasferiti dal personale della Polmare, diretta dal vicequestore Salvatore De Paolis, al carcere di Brindisi.

                                                                       

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