Aumento Tari nel capoluogo, i sindacati: "Colpite le fasce più deboli"

I tre segretari generali di Cgil, Cisl e Uil di Brindisi, Michela Almiento, Piero De Giorgio e Antonio Licchello, hanno diramato questa sera un duro comunicato contro l'aumento della Tari nel Comune capoluogo, che colpisce le fasce più deboli della popolazione

BRINDISI – I tre segretari generali di Cgil, Cisl e Uil di Brindisi, Michela Almiento, Piero De Giorgio e Antonio Licchello, hanno diramato questa sera un duro comunicato contro l’aumento della Tari nel Comune capoluogo, che colpisce le fasce più deboli della popolazione. I sindacati confederali accusano il Comune di Brindisi di aver ignorato la reale condizione economica di moltissime famiglie.

Le nuove tariffe relative alla Tari approvate dal Comune di Brindisi sono esagerate e inique. Mentre da mesi e mesi la cittadinanza evidenzia tutte le carenze di un servizio  essenziale sia sul piano igienico-sanitario sia del decoro cittadino, arriva sulle famiglie una stangata che non tiene assolutamente conto che il disagio economico non è una condizione che riguarda solo le 700 famiglie che sono state esentate ma un fenomeno ben più vasto accentuato in modo drammatico da una crisi economica senza fine.

Escludere solo coloro i quali hanno un reddito inferiore ai 2000 euro l’anno non è assolutamente sufficiente.  Per tutti i cittadini che  hanno  un reddito di 3000 o 4000 euro l’anno, che  percepiscono pensioni al minimo, o quanti sono in cassa integrazione o in mobilità con a carico una famiglia,  non si è pensato ad altro se non a fargli pagare più del doppio dell’anno scorso. Cosa c’è di equo in tale decisione? Non possono essere sempre le fasce più deboli a rimpolpare le casse degli Enti.

Sul tema dei rifiuti sono tante le criticità: manca un piano Regionale che preveda la chiusura del ciclo anche per la nostra provincia. Non si riesce ad implementare seriamente la raccolta differenziata tant’è  che rispetto al recente passato si è fatto un grosso passo indietro. E su temi così importanti continua a mancare  la voglia di coinvolgimento sulle scelte, al fine di  renderle quanto più condivise sia con i cittadini sia con le organizzazioni sindacali,  che potrebbero dare un contributo concreto svolgendo al meglio  la propria funzione di rappresentanza.

Ma ciò non ci esime  comunque dal denunciare tutto il nostro disaccordo rispetto ad un costo del servizio esageratamente lievitato e ad esprimere tutta la nostra perplessità se, effettivamente, le regole definite nel bando finiscono per essere solo a vantaggio dell’Azienda e a danno dell’Amministrazione, che significa a danno dell’intera cittadinanza. Tutto ciò è inaccettabile, e lo diciamo  immedesimandoci in quelle persone, e sono tantissime, che vorrebbero pagare ma che proprio non ce la fanno più.

Come pure dobbiamo dire che questa decisione porterà come conseguenza la chiusura di molte attività commerciali. Occorre trovare soluzioni diverse che non debbano sempre e solo scaricare i bilanci in rosso sui cittadini, avversati peraltro da tante e tante tasse nazionali, regionali e locali, per finire ai veri e propri balzelli quali quelli dell’Arneo ricevuti da moltissime persone a fronte di bonifiche di canali mai effettuate o effettuate parzialmente e magari male.

Aumentare costantemente le tasse  a fronte di servizi  scadenti o addirittura inesistenti  continua ad allontanare i cittadini da chi li rappresenta con conseguenze, che già oggi si intravedono, di  disaffezione nei confronti dei politici e della partecipazione attiva, il vero rischio per la democrazia.   

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