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Lunedì, 24 Gennaio 2022
Cronaca

E' di nuovo guerra tra proprietari e Comune attorno al castello di Oria

ORIA – Sembrava pace fatta appena una quarantina di giorni addietro, l’8 novembre, quando alla cerimonia ufficiale di riapertura del castello di Oria, passato nel 2007 nelle mani della famiglia Romanin-Caliandro da quella dei Martini-Carissimo, il sindaco di Oria ringraziava pubblicamente i nuovi proprietari per l’opera di restauro e di recupero integrale della fortezza sveva, che si vuole sia stata fatta costruire da Federico II. Sembrava dimenticata quell’esclusione dall’opzione di acquisto, maturata da un lato perché il Comune era stato informato in ritardo del proposito dei Martini Carissimo, e dall’altro perché proprio per questo era fallito un tentativo di cordata tra enti pubblici per reperire la somma necessaria.

ORIA - Sembrava pace fatta appena una quarantina di giorni addietro, l'8 novembre, quando alla cerimonia ufficiale di riapertura del castello di Oria, passato nel 2007 nelle mani della famiglia Romanin-Caliandro da quella dei Martini-Carissimo, il sindaco di Oria ringraziava pubblicamente i nuovi proprietari per l'opera di restauro e di recupero integrale della fortezza sveva, che si vuole sia stata fatta costruire da Federico II. Sembrava dimenticata quell'esclusione dall'opzione di acquisto, maturata da un lato perché il Comune era stato informato in ritardo del proposito dei Martini Carissimo, e dall'altro perché proprio per questo era fallito un tentativo di cordata tra enti pubblici per reperire la somma necessaria.

Cosimo Ferretti, insomma, era parso più caustico nei confronti della Regione, assente all'evento, che amareggiato per come erano andate le cose nell'estate del 2007. E invece ecco che dagli spalti del castello suonano le trombe di guerra contro il Comune, accusato di mettere i bastoni tra le ruote alla Borgo Ducale Srl, la società che ha inglobato torri, mura di cinta e tutti i fabbricati annessi e connessi.

Secondo i Romanin-Caliandro, dagli uffici municipali sarebbe giunta una stilettata alle spalle della nuova proprietà, sotto forma di un no alla richiesta di autorizzazione a utilizzare una parte della struttura abitativa del castello per attività congressuali, culturali e turistiche, e naturalmente della logistica di cui abbisognano, ristorazione in primis. E con questa parte bloccata, il progetto che sta alla base del considerevole esborso finanziario per rilevare il castello (si parla di una cifra di poco superiore ai 7 milioni di euro) risulta seriamente menomato, perché non vi sono altri modi per rientrare dell'investimento. Da qui un durissimo comunicato diramato ieri sera dalla Borgo Ducale. Chi lo accoglierà, visto che la politica ad Oria si è prematuramente messa in marcia verso le elezioni amministrative di primavera, sfiduciando il sindaco?

"La notizia giunta del diniego, ricevuto dall'amministrazione comunale, a firma dell'Ufficio Attività Produttive relativa alla istanza presentata dalla società Borgo Ducale concernente il rilascio della licenza C suona come testamento rilasciato dalla vecchia amministrazione e con certa delusione giunge a distanza di pochi giorni dall'apertura al pubblico del Castello di Oria", scrivono infatti i Romanin-Caliandro. "La società proprietaria, la Borgo Ducale srl, nell'ottica della trasparenza e dell'ossequio delle leggi in materia, precisa quanto segue".

Ed ecco la ricostruzione dei fatti secondo la Borgo Ducale: che la stessa "aveva ricevuto il data 20/08/2009 parere favorevole dalla Soprintendenza per i beni archeologici e paesaggistici di Lecce relativamente al cambio di destinazione d'uso dell'ex Nucleo abitativo, identificato poi come 'Area Multiuso' con annessa cucina. Si condivideva la necessità di rendere il complesso architettonico idoneo ad realizzare eventi e farne 'usi economici' efficienti tali da generare flussi di cassa utili a coprire almeno i costi di gestione. Si autorizzavano quindi un 'insieme di funzioni di rappresentanza e d'incontro legati ad eventi specifici'. Per gli eventi si rendeva allora necessario ristrutturare anche le antiche cucine e l'area ex sala da pranzo destinata a spazio di ristoro per manifestazioni turistico - culturali o celebrative".

"In virtù di tale autorizzazione la Borgo Ducale Srl presentava all'Ufficio Attività Produttive di Oria richiesta di rilascio della licenza C. Giova ricordare - prosegue il comunicato della società proprietaria del castello - che la licenza C è quella che consente di realizzare all'interno del castello eventi e congressi, convention, manifestazioni artistiche e culturali (per le quali il servizio di somministrazione di alimenti e bevande è a sussidio e strettamente correlato) che solo consentono di rendere attivo il monumento ed farne ragione di quella ripresa economica di cui si è fatto tanto parlare negli ultimi anni. Il diniego è giunto con motivazione che hanno la consistenza del niente, alludendo a limiti di sicurezza 'di ordine pubblico' insiti nel castello ed all'assenza, nelle planimetrie allegate all'istanza, della dicitura "sale adibite a somministrazione di alimenti e bevande".

Un lungo contenzioso amministrativo è alle porte, ammesso che i proprietari scelgano la strada del ricorso al Tar, come è probabile. "La famiglia Romanin-Caliandro ha dato mandato ai propri legali di procedere nella difesa dei propri diritti nelle opportuni sedi. Per quanto innanzi, a malincuore, sono sospese tutte le attività turistiche nel periodo natalizio che coinvolgono il castello di Oria". Alla fine, par di capire, se salta l'operazione originaria rischia di saltare anche la possibilità per il pubblico di visitare il castello e il museo nelle parti appositamente allestite. La guerre c'est la guerre, e il famoso ombrello di Altan indovinate dove va a finire?

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