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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
Cronaca

E il Comune mette in vendita l’ex palazzo del Catasto

Avviso pubblico per l’immobile di via Nazario Sauro del valore di quasi tre milioni di euro: costruito nel 1954, presenta fessure all'interno, possibile la presenza di amianto

BRINDISI – Pesa parecchio il “vecchio” palazzo ex sede dell’Agenzie delle Entrate (Catasto) sulle spalle del Comune di Brindisi. Una zavorra da monetizzare. Per questo l’Amministrazione ha deciso di mettere in vendita l’intero immobile, del valore di quasi tre milioni di euro. Somma che per le casse pubbliche vale ossigeno.

L’avviso pubblico

comune di Brindisi bis-2A Palazzo di città si cerca un privato, dopo la decisione della struttura commissariale di alienare gli immobili per i quali la ristrutturazione sarebbe stata onerosa. Il compito spetta a una o più imprese in grado di restituire nuova vita e prima ancora dignità a questo immobile che di anni ne ha raggiunti 64, diventando per lungo tempo uno dei palazzi protagonisti della vita lavorativa della città. Brulicava di dipendenti e utenti in via Nazario Sauro, dove è calato il silenzio.

Il bando è stato pubblicato oggi, 23 maggio 2018. Ha per oggetto l’immobile “Uffici finanziari” che si affaccia in via Nazario Sauro, costruito nel 1954, ed entrato a far parte delle proprietà dell’Ente per effetto delle procedure del federalismo demaniale. Il valore di mercato, stando alla stima commissionata dalla struttura commissariale, è pari a due milioni e 913.750 euro. Somma che si riferisce all’estensione complessiva, circa seimila metri quadrati, alle condizioni in cui si trova il palazzo, e alla zona di appartenenza.

Per la presentazione delle offerte c’è tempo sino al prossimo 29 giugno, ore 13, stando al termine ultimo del bando pubblicato oggi 23 maggio 2018.  L’asta si svolgerà il 2 luglio, alle 10, nel salone delle gare del Comune di Brindisi “mediante offerte segrete in aumento o almeno pari al prezzo” di partenza. L’Ente chiede un deposito cauzionale pari al 5 per cento della somma posta a base d’asta da presentare con assegno circolare intestato al Comune oppure mediante fideiussione bancaria rilasciata da istituti di credito o banche autorizzate, avente validità per almeno 180 giorni dalla data di presentazione dell’offerta.

La storia del palazzo

L’immobile ha 64 anni: è stato realizzato dal Provveditorato regionale per le Opere pubbliche tra il 1954 e il 1955, su suolo acquistato dal Comune con atto perfezionato tre anni dopo. “Agli atti non risultano essere presenti autorizzazioni o certificati di conformità edilizia, attesa l’epoca di realizzazione del fabbricato”, si legge nella scheda descrittiva allegata all’avviso pubblico.

Quanto allo stato di manutenzione, “L’immobile a partire dal 2001, così come chiesto dal Provveditorato regionale delle Opere pubbliche, è stato sottoposto a monitoraggio strutturale a causa di importanti problemi di natura statica”. L’anno successivo, lo stesso Provveditorato ha ravvisato l’esigenza di eseguire lavori “urgenti di consolidamento delle fondazioni”, “seppure escludendo l’inagibilità momentanea del fabbricato”. Sempre nel 2002 il Comune ha diffidato l’Agenzia del Demanio e il Provveditorato ad eseguire gli accertamenti statici. E l’Agenzia ha risposto facendo ricorso al Tar. I giudici amministrativi, con sentenza del 18 febbraio 2004 hanno respinto.

Il monitoraggio

“Il monitoraggio è andato avanti negli anni 2003 e 2004, affidato alla ditta Metex srl” e ha portato ad accertare uno “smorzamento dei fenomeni deformativi dello stabile, non riscontrando sostanziali incrementi rispetto al 2001”. Si arriva al mese di settembre 2004, quando l’allora sindaco di Brindisi firma “un’ordinanza con cui si obbligava, in caso di accertato pericolo, lo sgombero dell’immobile”. Sei anni dopo, “Il Comune ha intimato all’Agenzia del Demanio, lo sgombero dello stabile laddove fosse stato ravvisato un potenziale pericolo per la pubblica e privata incolumità”. Nel 2010, la ditta Metex ha consegnato la “relazione di monitoraggio riferita al 2009 , le cui conclusioni indicavano la stabilizzazione del quadro deformativo del fabbricato in relazione all’uso cui lo stesso è destinato e ai soli carichi verticali d’esercizio”.

La sede dell'Agenzia delle Entrate di BrindisiLa storia recente rimanda al 2012, mese di giugno, quando la direzione regionale dell’Agenzie delle Entrate, ha comunicato che “erano in corso le procedure per l’affidamento di un nuovo servizio di monitoraggio strutturale”, ma ad “oggi non si hanno notizie in merito”. Non si conosce se tale procedura sia stata conclusa oppure no.

Le fessure e il rischio amianto

Nella scheda tecnica si fa riferimento alla “presenza in tutto lo stabile di fessurazioni di tipo verticale sulle pareti, nonché di tipo orizzontale dello spessore di circa 1,5 centimetri al piano terra in prossimità del sottoscala”. In questa zona, “il massetto dei locali in passato adibiti a servizi igienici ha avuto un cedimento di circa 15 centimetri”. Episodio del quale si è venuti a conoscenza “solo attraverso i funzionari degli uffici, in quanto la zona interessata al cedimento è stata ripristinata con una colmata in calcestruzzo”.

Guardando alla facciata esterna, “non sono stati rilevati problemi di distaccamenti oppure di usura, avendo l’Agenzia del Territorio eseguito nel mese di febbraio 2010 i lavori di manutenzione ordinaria”. E’ “possibile che ci sia stata la rottura in diversi punti dell’impianto di protezione dalle scariche atmosferiche e della possibile presenza di eternit nella copertura del vaso di espansione”. Sarà il privato a doversi fare carico di tutti gli oneri annessi e connessi

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