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E' morto Jako, il cane dato alle fiamme perchè abbaiava

Dopo dieci giorni di sofferenze, mentre era sottoposto ad un intervento di pulizia delle ustioni in una clinica veterinaria

SAN PIETRO VERNOTICO - Non ce l'ha fatta Jaco, il cane dato alle fiamme sul balcone dell'abitazione dove era ospitato, a San Pietro Vernotico, nella notte tra l'1 e il 2 novembre scorsi. E' morto in una clinica veterinaria di Bari dove stavano tentando di curare le sue gravi ustioni. Dieci giorni di sofferenze causate dalla barbarie di un individuo che ancora non è stato possibile identificare. Una persona violenta e senza cuore, perchè chi condanna un altro essere vivente ad una fine così atroce non può avere alcuna giustificazione.

La notizia è giunta ai proprietari di Jaco dalla stessa clinica. Il cane, riuscendo a sopravvivere al rogo, spento da un figlio della proprietaria della casa e poi dai una squadra dei vigili del fuoco arrivata da Brindisi, aveva lasciato sperare in una guarigione, sia pure lunga e tribolata. La bestiola era stata subito soccorsa dal veterinario Pietro De Rocco, per sedare lo shock e calmare per quanto possibile il dolore. Invece oggi, mentre era sottoposto ad un intervento di pulizia delle ustioni, la sua fibra ha ceduto, sprofondando nel dolore le persone che lo amavano. 

Jaco era ospite in casa di una donna anziana, che lo teneva su un balcone coperto. Ma lui abbiava, come fanno i cani che, anche se provvisoriamente sono lontani dal padrone, reagiscono così alla situazione e al nuovo ambiente in cui si trovano. E a qualcuno è venuto in mente di chiudere la partita non secondo le regole del vivere civile, vale a dire rivolgendosi all'autorità comunale o al servizio veterinario della Asl, ma scaricando il proprio sordo risentimento rivolto molto probabilmente a chi riteneva responsabile della situazione, sul povero animale.

E tutto è stato fatto con premeditazione, violando il domicilio altrui, intrappolando Jaco in maniera tale che non potesse sfuggire alla terribile sorte decisa per lui da questo individuo ancora ignoto, su cui i carabinieri nutrono per ora solo sospetti. Sono tanti ad augurarsi che l'autore di questo atto atroce venga identificato e punito secondo la legge. Perchè una legge contro la violenza nei confronti degli animali c'è, e applicarla in maniera esemplare non può che far bene anche a noi umani.

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