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Sabato, 22 Gennaio 2022
Cronaca

"E' morto mio padre, io bloccato qui"

BRINDISI - E' caos a Costa Morena, dopo il sequestro conservativo della nave Ionian Spirit (San Vincent e Granadines) che consente il collegamento dal porto di Brindisi a quello di Valona. Ma nel braccio di ferro tra l'Autorità portuale e l’Agenzia Albatros dell’agente marittimo Francesco Aversa finiscono centinaia di passeggeri che dalle 23 di lunedì circa si sono ritrovati in una situazione da incubo tanto da definirsi veri e propri “ostaggi” dell'ente.

BRINDISI - E' caos a Costa Morena, dopo il sequestro conservativo della nave Ionian Spirit (battente bandiera San Vincent e Granadines) che consente il collegamento dal porto del capoluogo messapico a quello di Valona. Ma nel braccio di ferro tra l'Autorità portuale e l'Agenzia Albatros, dell'agente marittimo Francesco Aversa, finiscono centinaia di passeggeri che dalle 23 di ieri, si sono ritrovati in una situazione da incubo tanto da definirsi veri e propri "ostaggi" dell'ente.

Sono circa le 22.30 circa quando la Capitaneria di Porto notifica al Comandante della motonave Ionian Spirit della compagnia Agoudimos Lines, il sequestro conservativo emesso dal Tribunale di Brindisi, su istanza dell'Autorità Portuale a garanzia del credito vantato dall'ente in relazione agli importi tariffari che le compagnie di navigazione avrebbero dovuto regolarmente versare. Per quanto riguarda la Ionian Spirit il debito vantato è di 300 mila euro fa sapere l'Authority. Complessivamente, invece, per il resto delle sole navi gestite dalla agenzia Albatros, aveva reso noto in una altra occasione - sempre Hercules Haralambides - ammontano a 800 mila euro.

Un provvedimento inedito, mai attuato nel porto di Brindisi. Il sequestro è avvenuto dopo l'attracco. E non ha quindi consentito la ripartenza della nave che si apprestava ad imbarcare tra i 300 ed i 500 passeggeri dicono alcuni malcapitati che puntano il dito sulla carenza di assistenza ed informazioni, mentre il dato fornito dall'agenzia è di 245 viaggiatori.

L'Autorità Portuale - in una nota - si dice "dispiaciuta dei disagi arrecati ai passeggeri", e scarica la responsabilità di quanto avvenuto esclusivamente "all'armatore e all'agente marittimo della Ionian Spirit che per anni non hanno ottemperato a quanto previsto dalla legge". Ma il caos per tutta la notte è stato totale. 149 passeggeri sono stati rimbarcati a bordo dell'altra nave che fa la stessa tratta, la Red Star 1 dell'armatore brindisino di Johnny Prudentino, che in giornata invierà anche una lettera di protesta all'Authority (vedi questo stesso articolo).

Mentre tanti sono andati via, in molti hanno già inoltrato le prime denunce a bordo c'è anche tanta gente sofferente e alcuni malati di cuore. "E' un vero e proprio sequestro di persona", dicono alcuni cittadini albanesi. Opinione condivisa da un imprenditore leccese "viaggio per lavoro e vado spesso in Albania: fino alle 2 siamo stati ostaggi dell'Authority, non abbiamo avuto alcuna assistenza, erano tutti latitanti. Un provvedimento di sequestro non si notifica improvvisamente, perchè pur sapendo che dovevano bloccare la nave non ci hanno avvisato? Perchè pur essendoci un altra nave che fa la stessa rotta non ci hanno consentito di spostarci su quella?".

C'è chi ha già provveduto ad inoltrare le prime denunce alla polizia di frontiera. Emblematica la disavventura raccontata da un altro passeggero albanese: "Ho fatto 1.400 chilometri con il biglietto in tasca di andata e ritorno per raggiungere l'imbarco. Oggi avrei dovuto essere al funerale di mio padre. Purtroppo come vedete sono ancora qui prigioniero".

Ed ecco la lettera scritta stamani con lo smart phone poco prima delle 7 da Prudentino al Port facility security officer, Aldo Tanzarella: "Sig. Tanzarella, come agente raccomandatario marittimo che opera nel porto di Brindisi dal 1998 rappresentando navi che collegano il porto di Brindisi con il porto di Valona, volevo comunicarle che ieri abbiamo fatto di tutto per alleviare il disagio dei passeggeri ospitandoli per la notte, in mancanza di strutture idonee, a bordo della Red Star 1 dopo che la Ionian Spirit e' stata costretta ad un fermo!".

"Inutile dirle che il successo di tale operazione e' stato reso possibile con la collaborazione del personale di bordo e dell'agenzia il quale e' stato impegnato sino alle 04.30 del mattino con le formalita' ed operazioni d'imbarco! Attiva e' stata anche l'assistenza della Polizia di Frontiera e della Finanza! Questo anche in risposta di chi dice , conoscendoci molto poco, che noi non teniamo al nostro Porto! A questa email (mi scusi per la forma ma e' inviata dal mio telefonino) ho allegato una foto del luogo (privato, dove paghiamo l'affitto) dove noi siamo costretti ad espletare le operazioni di imbarco dei passeggeri, dare loro assistenza ed informazioni!", scrive ancora l'armatore della Red Star.

"Come vede - prosegue la emal di Prudentino al Pfso - siamo completamente al buio! Le pare possibile che si possa lavorare in questa maniera? Noi operatori, che ci alziamo e lavoriamo a qualsiasi ora della notte pur di mandare avanti il 'nostro' porto , non meritiamo un po più di rispetto? Le linee marittime che portiamo avanti in questo porto con fatica da decenni non meritano un pur piccola attenzione da parte di questa autorita' portuale che invece tanto si attiva, strutturalmente ed economicamente, per una prossima 'new entry' la quale , pur avendo una grande nome e mi auguro possa richiamare importanti traffici, si affaccia sul porto solo ora, non per servire linee nuove bensì gia' servite da sempre!".

"Non vogliamo il tappeto rosso - conclude Prudentino - ma un minimo di dignità per noi e per i nostri Passeggeri! Mi auguro che l'autorita' portuale possa in tempi molto rapidi assicurare anche a noi, operatori su linee forse considerate di serie B, ormeggi sicuri, cosi da evitare continui, scomodi e costosi spostamenti, strutture d'accoglienza , in maniera da poter accogliere i passeggeri non al buio come accade oggi ed un minimo di servizio di trasporto onde evitare scene di bambini, donne ed anziani che corrono dalla rampa della nave sotto le intemperie per poi attendere ore al gelo sotto una tenda per l'espletamente dei controlli di frontiera! Nella nostra lunga attesa per avere un minimo di servizi siamo convinti, come dimostrato anche stanotte , di aver fatto il massimo per il Nostro Porto!".

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