Cronaca

E Screti chiede gli arresti domiciliari: il gip si riserva di decidere

Martedì sera avrebbe incontrato i pm che lo accusano di corruzione, possibili sviluppi dell'inchiesta: è in carcere da sabato. Per il difensore, Vincenzo Farina, non ci sono esigenze cautelari: non è più amministratore unico della Nubile, ha ceduto le quote e il contratto per l'impianto di Cdr è stato risolto. Domani incarico per la perizia su computer, tablet e telefonini

BRINDISI – L’imprenditore Luca Screti ha chiesto di lasciare il carcere di Brindisi in cui è ristretto da sabato scorso per andare nella sua villa, in regime di arresti domiciliari, al pari dell’ex sindaco Mimmo Consales e del commercialista Massimo Vergara, tutti accusati di corruzione nell’inchiesta sull’affidamento alla società Nubile dell’impianto di trattamento dei rifiuti, di proprietà del Comune capoluogo.

L’istanza è stata depositata dal difensore Vincenzo Farina al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Brindisi, Giuseppe Licci, che ha firmato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere, chiesta dai pubblici ministeri Savina Toscani e Giuseppe De Nozza, titolare dell’inchiesta che ha poi portato allo scioglimento del Consiglio comunale di Brindisi per effetto delle dimissioni di tutti e 32 i componenti delle Assise, prima ancora di quelle irrevocabili presentate da Consales, tramite il suo difensore Massimo Manfreda.

Il gip Giuseppe LicciIl gip ha cinque giorni di tempo per decidere. Cinque giorni che dovrebbero decorrere dallo scorso martedì, quando Screti se da un lato, si è avvalso della facoltà di non rispondere in sede di interrogatorio di garanzia, dall’altro ha chiesto di parlare con i pm che hanno mosso nei suoi confronti l’accusa di essere stato il corruttore del sindaco, a sua volta ritenuto corrotto, prima dell’affidamento in gestione dell’appalto per il trattamento dei rifiuti presso l’impianto di Cdr di via per Pandi, nella zona industriale di Brindisi.

Il colloquio con i due magistrati sarebbe avvenuto martedì, dal pomeriggio sino alla sera e, come è facile intuire, è coperto dal segreto istruttorio necessario a tutelare la prosecuzione delle indagini, tutt’altro che chiuse. Secondo voci, non confermate, l’imprenditore avrebbe parlato in prima persona per ricostruire la vicenda dell’impianto di Cdr, così come aveva fatto lo scorso mese di dicembre dopo la notifica dell’avviso di conclusione delle indagini sulla discarica di Autigno, anche questa in gestione alla Nubile e sempre di proprietà del Comune di Brindisi. Avrebbe cioè parlato di sé, del suo ruolo all’interno della società, non più ricoperto, ma c’è chi sostiene che abbia riferito anche di altri. Chi? Probabilmente di Consales e di Vergara, tenuto conto del fatto che l’accusa è stata mossa nei confronti dei tre. Ma potrebbe anche aver riferito altre circostanze attinenti all’appalto. Ovviamente il condizionale è quanto mai d’obbligo.

Ammissione di colpe? Coinvolgimento di altri? Le domande si rincorrono, a maggior ragione ora che è terminato il giro di interrogatori: ieri il commercialista ha risposto alle domande del gip, oggi pomeriggio è stata la volta di Consales che, al contrario, si è avvalso della facoltà di non rispondere ma tramite il suo difensore, Massimo Manfreda, ha fatto sapere di voler parlare con i pm. Esattamente come fatto da Screti.

Al momento, di certo, c’è la richiesta di arresti domiciliari presentata dall’avvocato Vincenzo Farina. Il penalista sembra puntare sul venire meno delle esigenze cautelari, dal momento che Screti non è più amministratore unico della Nubile, ha anche ceduto le quote della società lo scorso 23 dicembre e il contratto per la gestione dell’impianto è stato rescisso per gravi inadempienze contestate dai Comuni dell’Oga, su richiesta della struttura commissariale. Nessun riferimento al colloquio con i magistrati che potrebbe avvalorare l’istanza per i domiciliari.  E che  costituisce oggetto di indiscrezioni. Se quelle voci dovessero essere vere, la situazione diventerebbe ancora più complessa.

Il procuratore capo Marco DinapoliAllo stato, l’accusa sostiene che dietro l’appalto per l’impianto di Cdr, sarebbe stata nascosta una tangente di circa 30mila euro, versata – sempre secondo l'ufficio della Procura con a capo Marco Dinapoli – da Screti in favore di Consales, tramite Vergara, e destinata al pagamento di una parte del debito di 315mila euro che il primo cittadino aveva nei confronti di Equitalia, per contributi previdenziali non versati. Nell’impostazione dei magistrati i 30mila euro sarebbero stati pagati in tranche coincidenti con le rate concordate con i vertici locali della società di riscossione il 17 luglio 2012, quindi due mesi dopo essere stato eletto sindaco.

Domani, intanto, sarà conferito incarico a un perito per acquisire e leggere i contenuti dei telefonini, dei tablet e dei computer sequestrati agli indagati. Per Consales, è stato disposto il sequestro del pc del suo ufficio a Palazzo Nervegna sabato mattina. 

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