"E' stato Scopizz", scoperto l'omicidio

FASANO - “Mi ha picchiato Scopizz”. E’ riuscito a sibilare il soprannome dell’uomo che lo aveva schiaffeggiato la vittima dell' aggressione sorta da motivi non solo futili ma pure “abietti” e degenerata in omicidio. Vito Trisciuzzi, detto Tuccidd, 75 anni, quando ha parlato alla moglie, era ricoverato all’ospedale Perrino per il trauma alla testa subito dopo aver picchiato la testa a terra.

Compagnia carabinieri di Fasano

FASANO - “Mi ha picchiato Scopizz”. E’ riuscito a sibilare il soprannome dell’uomo che lo aveva schiaffeggiato la vittima dell' aggressione sorta da motivi non solo futili ma pure “abietti” e degenerata in omicidio. Vito Trisciuzzi, detto Tuccidd, 75 anni, quando ha parlato alla moglie, era ricoverato all’ospedale Perrino per il trauma alla testa subito dopo aver picchiato la testa a terra: a dargli un ceffone, rivelatosi poi fatale, era stato un altro anziano, tre anni più giovane di lui, Domenico Giannoccaro. Sono state le sue ultime parole La lite era scoppiata dinanzi al Tam Bar di Fasano per un motivo davvero di poco conto. Trisciuzzi, che si reggeva in piedi a stento perché ormai non camminava più bene, era giunto dinanzi al locale di proprietà di un amico e gli era stata offerta una sedia, viste le sue condizioni di salute. Gli era stata data precedenza, come si fa per cortesia nei riguardi delle persone anziane, dei disabili, di chiunque abbia bisogno di qualche attenzione in più. Giannoccaro non aveva apprezzato.

C’era prima lui e quindi non c’era da discutere. Si doveva rispettare l’ordine d’arrivo, poco importava che l’altra persona avesse serie difficoltà di deambulazione. Prima lo scambio acceso di opinioni, poi la reazione: uno schiaffo, sferrato con violenza. Il 75enne non è riuscito a tenere l’equilibrio. Si è ferito, è stato condotto in ospedale per le lesioni alla testa e per la frattura di un femore. Prima il ricovero a Ostuni, l’11 giugno scorso, poi il trasferimento a Brindisi. Alla moglie, che ha poi riferito tutto ai carabinieri di Fasano che hanno condotto le indagini, ha fatto il nome dell’altro.Poi, il 26 giugno, è morto. Il pm, Milto Stefano De Nozza, non ha disposto un’autopsia ma ha incaricato un medico legale di stabilire se il decesso fosse diretta conseguenza delle ferite riportate nella caduta. E’ così: l’emorragia cerebrale che ha provocato l’insufficienza respiratoria non può che essere ricondotta al colpo preso alla testa. Se Giannoccaro non avesse schiaffeggiato l’anziano, questi non sarebbe finito per terra.

All’indagato è stato contestato nell’ordinanza di custodia cautelare del gip Maurizio Saso il reato di omicidio preterintenzionale. Dolo all’origine delle lesioni, colpa per la morte. Non aveva messo in conto l’aggressore delle conseguenze che avrebbe potuto provocare. Alcuni testimoni hanno raccontato di averlo visto sconvolto appena dopo i fatti.Non è la prima volta, però, che l’ambulante fasanese perde il controllo. C’è un precedente ed è per questo che pm e gip hanno ritenuto entrambi che andasse arrestato e condotto in carcere, anche per la gravità dei fatti. Così è stato, stamani: Giannoccaro è in una cella della casa circondariale di via Appia in attesa dell’interrogatorio di garanzia.

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