Cronaca

Ecco la nuova Astanteria del Perrino: una boccata d'ossigeno per il Pronto soccorso

Sulla porta di ingresso c'è ancora la scritta Astanteria. Ma presto verrà sostituita con l'acronimo Obi: Osservazione breve intensiva. Nella mattinata di oggi (16 giugno) è stata riattivata un'area del Pronto soccorso dell'ospedale Perrino di Brindisi in cui verranno ospitati i pazienti in bilico fra il ricovero e il ritorno a casa, dopo gli accertamenti del caso

BRINDISI - Sulla porta di ingresso c’è ancora la scritta Astanteria. Ma presto verrà sostituita con l’acronimo Obi: Osservazione breve intensiva. Nella mattinata di oggi (16 giugno) è stata riattivata un’area del Pronto soccorso dell’ospedale Perrino di Brindisi in cui verranno ospitati i pazienti in bilico fra il ricovero e il ritorno a casa, dopo gli accertamenti del caso. Il direttore generale dell’Asl Brindisi, Giuseppe Pasqualone, ha tenuto a battesimo i locali insieme al direttore amministrativo dell’azienda sanitaria, Giovanni Giannoccaro, al primario del Pronto soccorso, Erminio Greco, e alla responsabile delle relazioni con il pubblico dell’Asl, Giuseppina Scarano.

C’era anche dottor Massimo Valente, il quale si alternerà con un collega (attraverso due turni di lavoro, 8-20 e 20-8) nella cura dei pazienti. Oltre al L'astanteria, Obi, del Pronto socorso-2medico, altre due unità sono state messe a disposizione dell’ex astanteria: un infermiere e un ausiliario.

Si tratta di un’area del Pronto soccorso che venne dismessa nel 2011. Con la sua riattivazione, si spera di alleggerire l’enorme pressione di utenti con cui deve quotidianamente fare i conti il personale del Pronto soccorso, attenuando i gravi disagi legati alla carenza di barelle e sedie e rotelle.

Già, perché a partire da oggi, le persone che dovranno sottoporsi a una lunga trafila di accertamenti diagnostici non dovranno attendere per ore sulle scomode sedie del Pronto soccorso (o, quando va bene, su una lettiga), ma potranno stendersi su uno dei sei letti di cui è munita la Obi. Questi sono distribuiti in due diverse stanze (in teoria una per gli uomini e l’altra per le donne, ma all’occorrenza, per esigenze di privacy, si potranno utilizzare dei separé).

Ogni stanza è dotata di un monitor che consente di tenere sotto controllo le funzioni vitali. Nella Obi vi sono inoltre: un elettrocardiografo, l’ossigenoterapina, un defibrillatore. Per il personale è stata ricavata anche una cucina. E’ bene chiarire che non si tratta di un reparto di degenza. Si può restare in Osservazione per non più 36 ore. Una volta chiarito il quadro clinico, il paziente verrà trasferito in reparto per il ricovero, oppure tornerà a casa.

I letti dell'Osservazione breve intensiva-2

L’esempio classico è quello della persona che si reca in ospedale con dolori al petto. “Il dolore al petto – spiega un operatore del Pronto soccorso – può avere vari tipi di cause. Se l’elettrocardiogramma e il dosaggio degli enzimi danno esito negativo, lo si potrà trasferire in Obi, per essere successivamente sottoposto a un nuovo Ecg e a un nuovo esame riguardante il dosaggio degli enzimi. Se l’esito degli accertamenti continuerà a essere negativo, potrà essere dimesso. Altrimenti si procederà con il ricovero”. Potrebbe essere da Obi anche una persona in preda a una colica renale. Anziché soffrire su una sedia, nel caos del Pronto soccorso, questa potrà stendersi su un letto in attesa che i medici, preso atto degli accertamenti diagnostici, decidano il da farsi.

Ogni paziente può essere seguito da non più di un parente. Anche qui c’è un orario di visite che va dalle ore 7 alle 13. “Con l’attivazione di quest’area – dichiara Erminio Greco – contiamo di liberare barelle e sedie e rotelle in Pronto soccorso. Ma soprattutto l’auspicio è di alleviare lo stress dei famigliari, spesso all’origine di forti tensioni”.

L’Astanteria (o meglio, Obi) in realtà non è una novità per i brindisini. All’incontro con la stampa che ne ha preceduto l’apertura era presente un’infermiera che dal 1975 fino alla chiusura del vecchio ospedale ha prestato servizio nell’Astanteria del Di Summa. Fra il 2001 e il Uno dei monitor dell'Osservazione breve intensiva-22011, il servizio è stato attivo anche al Perrino. Da oggi, finalmente, grazie all’iniziativa della direzione Asl, ha riaperto i battenti.

LA RISTRUTTURAZIONE DELL'OSPEDALE - Altre novità sono in cantiere per il Perrino. A margine della presentazione dell’Obi, Giuseppe Pasqualone si è soffermato con BrindisiReport sui lavori di ristrutturazione della struttura ospedaliera, il cui imminente avvio era stato preannunciato la scorsa settimana dal sindaco di Brindisi, Mimmo Consales, a seguito di un confronto con lo stesso Pasqualone.

Gli interventi sono stati affidati attraverso la Consip (società per azioni del ministero dell’Economia e delle Finanze che svolge attività di consulenza, assistenza e supporto nell'ambito degli acquisti di beni e servizi delle amministrazioni pubbliche) a un’Ati composta da tre imprese. La capofila è la Saccir Spa di Roma. Poi figurano la Primavera (Emilia Romagna) e il gruppo Siram. Si tratta di aziende attive nel settore dell’efficientamento energetico, che dovranno eseguire una serie di opere, fra cui: la coibentazione con pannelli; l’installazione di nuovi infissi; la ristrutturazione dell’area esterna, con rifunzionalizzazione delle vie d’accesso all’ospedale e la realizzazione (se possibile) di parcheggi coperti.

La fase di progettazione dei lavori è in itinere. Entro i prossimi 60 giorni, da quanto riferito dai dirigenti Asl, dovrebbero partire i cantieri. Del tutto innovativa è la formula attraverso la quale l’azienda sanitaria coprirà l’importo complessivo dell’appalto, pari a circa 6 milioni di euro. Non avendo a disposizione una tale somma, l’Asl e l’Ati appaltatrice hanno sottoscritto un’intesa in virtù della quale la seconda rientrerà dell’investimento nel giro di 8 anni, intascando la somma derivante dal risparmio energetico scaturito dai nuovi interventi (ancora da quantificare, ma che dovrebbe oscillare fra i 700mila e gli 800mila euro l’anno). “E’ un’opportunità  - afferma Pasqualone – perché 6 milioni di euro non ci sono. E’ la prima volta che in Puglia si segue questo percorso”. 

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