Martedì, 26 Ottobre 2021
Cronaca

Ecologica Pugliese, Cobas: "Ancora stipendi in ritardo e disagi nel cantiere"

Ancora stipendi in ritardo per i lavoratori della ditta Ecologica Pugliese. A segnalare tale problematica è il sindacato Cobas, i cui tesserati sono stati al centro nelle ultime settimane di un paio di atti intimidatori all’esterno del cantiere di via Galileo Ferraris. L’intervento dell’organizzazione sindacale giunge a un anno esatto dal subentro di Ecologia Pugliese a Monteco

BRINDISI – Ancora stipendi in ritardo per i lavoratori della ditta Ecologica Pugliese. A segnalare tale problematica è il sindacato Cobas, i cui tesserati sono stati al centro nelle ultime settimane di un paio di atti intimidatori all’esterno del cantiere di via Galileo Ferraris. L’intervento dell’organizzazione sindacale giunge a un anno esatto (17 novembre 2014) dal subentro della ditta di Capurso (Bari), al precedente gestore del servizio di raccolta dei rifiuti e di nettezza urbana, Monteco srl. 

“Ancora una volta, oramai sta accadendo troppo frequentemente – si legge in un comunicato del Cobas firmato dal segretario di azienda Cosimo Esposito - la società Ecologica Pugliese ha deciso con un comunicato affisso in bacheca in data odierna, di non pagare gli stipendi perché non ha liquidità a causa del ritardo del versamento del canone da parte del Comune di Brindisi”. 

Il cobas definisce “inaccettabile” questo disagio e invita l’amministrazione comunale a  prenderne atto. Quella degli stipendi che arrivano in ritardo, del resto, non è una situazione inedita. Fra i vari precedenti, il Cobas ricorda quello dello scorso luglio, quando la mensilità, oltre alla 14esima, “arrivò una settimana dopo il termine previsto”, con gravi ripercussioni sulle famiglie. 

Oltre alla questione stipendi, emergono anche altre problematiche dalla nota del Cobas. “E’ ormai da giorni – si legge nel comunicato - che gli operatori dell’Ecologica Pugliese lamentano, come già accaduto nei mesi dell’inverno passato, la mancanza dei riscaldamenti negli spogliatoi che non venivano accesi per risparmiare carburante oltre per alcuni termoconvettori mal funzionanti. Con l’arrivo del nuovo inverno, ricompaiono nuovamente gli stessi problemi”. 

A detta del Cobas, “da diversi giorni l’acqua delle docce arriva a singhiozzi e in tutti e tre i turni di lavoro gli operai non riescono a farsi la doccia. A ciò si aggiunge il fatto di dover compiere un tragitto di circa 20/25 metri in un capannone con i cancelli aperti ed esposti al freddo e al vento e adibito anche a rimessaggio di automezzi, e col pericolo di scivolare nelle docce a causa di un pavimento liscio e che si presenta igienicamente indecoroso perché non lavato quotidianamente”.

Il Cobas segnala inoltre “l'insufficienza del vestiario invernale, in quanto viene dato in dotazione un solo capo per singola divisa”. E poi “la mancata dotazione essenziale allo svolgimento delle mansioni (guanti, mascherine, cesti per la raccolta) e le continue lamentele da parte dei cittadini che non riescono ad avere i sacchi della raccolta differenziata”. Gli stessi cittadini, fra l’altro, secondo il Cobas “ancora aspettano dall’inizio dell’appalto il kit per la raccolta differenziata”.

Nonostante gli atti intimidatori, insomma, il Cobas non arretra di un millimetro.

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