Cronaca

Ecologica vince al Tar, ma operai senza stipendi. Bms: fine dei bluff, ora paura

E’ diventata un vulcano pronto ad esplodere la situazione delle società di pubblico servizio a Brindisi, e il sindaco Angela Carluccio c’è seduta sopra. Il Comune continua a perdere davanti al Tar sul fronte dei rifiuti. Multiservizi, si teme la chiusura

BRINDISI – E’ diventata un vulcano pronto ad esplodere la situazione delle società di pubblico servizio a Brindisi, e il sindaco Angela Carluccio c’è seduta sopra. Il Comune continua a perdere davanti al Tar sul fronte dei rifiuti, i lavoratori di Ecologica Pugliese sono senza stipendi e attraverso i sindacati hanno chiesto nuovamente la mediazione del prefetto, infine non arrivano le spettanze neppure a quelli della Multiservizi i quali però vivono un incubo ricorrente: un nuovo deficit di bilancio che dopo il 31 dicembre prossimo potrebbe sancire la fine della partecipata, con 200 dipendenti sul lastrico. Quindi domani alle 11 assemblea a piazza Matteotti davanti al municipio, con richiesta di essere ricevuti dal sindaco, la quale sino a questo momento non ha dato risposta alle precedenti domane di incontro.

Fronte dei rifiuti - Proprio stamani il presidente della terza sezione del Tar di Lecce ha sospeso con decreto la nuova ordinanza contingibile e urgente firmata il 12 ottobre, che affidava provvisoriamente alla Ecotecnica Srl di Lequile il servizio di raccolta rifiuti e della raccolta differenziata. Non erano passate che poche ore dalla pubblicazione su Brindisi Report.it della notizia della nuova ordinanza. Ecologica Pugliese anche questa volta non si è fatta defenestrare senza combattere, e dopo aver vinto in primo grado ricorrendo contro la sua esclusione dalla gara per l’appalto biennale, ora porta a casa anche un altro punto per ciò che riguarda l’affidamento provvisorio della gestione del servizio in attesa delle conclusioni della gara stessa.

Protesta lavoratori Ecologica Pugliese 4-2

In sede cautelare non si sono costituiti né il Comune di Brindisi, né Ecotecnica, né il Ministero dell’Interno. Vedremo cosa accadrà l’8 settembre all’udienza collegiale. Al momento il presidente della terza sezione del Tar salentino, Luigi Costantini, ha tenuto conto nel sospendere l’efficacia dell’ordinanza sindacale le considerazioni e i rilievi di Ecologica Pugliese, rappresentata e difesa dall’avvocato Vincenzo Augusto,  in merito ai livelli di differenziata da prevedere nel contratto, e anche le ragioni della stessa azienda che il 30 settembre si era rifiutata di firmare un contratto proposto dal Comune proprio in disaccordo su questo problema (il Comune considera troppo bassi i livelli per i quali Ecologica ritiene di potersi impegnare). Inoltre, per il presidente Costantini, una prosecuzione del servizio con Ecologica Pugliese sino alle determinazioni in sede cautelare non può causare danni particolari al Comune di Brindisi.

L’origine dei guai – Malgrado le ammonizioni esplicite e gli inviti a non tentare di governare la situazione con il metodo delle ordinanze contingibili e urgenti che già caratterizzare la gestione Consales, sembra che il Comune di Brindisi non riesca ancora a tirarsi fuori dal pantano attuale, e Angela Carluccio ne ha già emanate due, con l’esito appena descritto. Il naufragio del primo tentativo di gara pluriennale per l’individuazione del gestore unico, il caos tecnico, ambientale e giudiziario in cui sono piombati gli impianti collegati al ciclo dei rifiuti, le ripercussioni di ciò sulle tasche dei cittadini contribuenti anche degli altri comuni della provincia, per gli alti costi di trasferimento anche fuori regione dei rifiuti solidi urbani, ha rivelato un rapporto tra gestioni e politica fortemente condizionato da errori amministrativi (non solo dei politici) ma anche – dicono gli inquirenti – da scenari corruttivi, a discapito dell’efficienza.

La delega bloccata – Il sindaco Angela Carluccio una svolta alla situazione, o quanto meno una scossa, non appare il grado di darla. Trattiene per sé la delega all’Ambiente, forse solo perché all’interno della sua maggioranza non è stato ancora deciso che debba prendere la direzione del settore, ma non è detto che un assessore al ramo non arrivi presto (qualche idea ce la siamo fatta). La patria però potrà salvarla solo una gara ben condotta, sperando che nel lotto vi siano imprese all’altezza della situazione dell’area urbana di Brindisi segnata sia dalle difficoltà di governare la “ditta”, che dal rapporto con i cittadini conferitori in cui pesano vaste sacche di inciviltà. In tutto ciò, come già detto in principio, serpeggiano le tensioni per i ritardi degli stipendi, con palleggiamento di responsabilità tra Comune e azienda.

Una protesta davanti alla sede della Multiservizi

Multiservizi, fine dei bluff – I sindacati sono preoccupatissimi per il futuro immediato della Brindisi Multiservizi. Troppo tardi, forse. Negli ultimi anni gli ammonimenti piovuti da più parti sulle conseguenze del mancato rispetto dei requisiti previsti dal codice civile si sono sprecati, ma ci si è accontentati delle promesse elettorali – incluse quelle circolate nell’ultima campagna amministrativa – sul salvataggio garantito della Bms. Sui risultati di bilancio le maggioranze in carica si sono sprecate per assicurare che tutto sarebbe andato a posto con iniezioni di danaro pubblico – salvo poi revocare in autotutela l’ultima delle deliberazioni – tuttavia i fatti dicono che non si sa ancora quale sia l’esito della gestione del 2014, anche se è stata depositata, dopo le chiusure in perdita dei due anni precedenti, mentre del bilancio del 2015 non vi è ancora traccia.

E siamo alla fine del 2016. La riforma della Pubblica amministrazione, altrimenti nota come Legge Madia, parla chiaro: le partecipate che entro il 31 dicembre del corrente hanno presentano quattro bilanci consecutivi in perdita vanno chiuse. E non si può effettuare alcun salvataggio ritardando la presentazione e l’approvazione dei bilanci delle società a capitale pubblico. Il gioco politico sulla Multiservizio è agli sgoccioli. Cosa dirà domani la sindaca ai lavoratori e ai sindacati? Può il consiglio comunale di Brindisi prendere visione degli ultimi due bilanci della partecipata, per sapere cosa succederà alla fine dell’anno, e prima di essere sottoposto all’assedio di decine di lavoratori sull’orlo del baratro? E’ anche tempo di stabilire le esatte responsabilità di ogni attore di questa vicenda.

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