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Cronaca Mesagne

Elettromagnetismo e notizie

MESAGNE - Riceviamo, e volentieri pubblichiamo, un lettera inviataci dall'attuale portavoce del sindaco di Mesagne, nonchè nostro collega, Giuseppe Florio, a proposito di una vicenda che vede al centro il problema della comunicazione degli enti locali e il rapporto (spesso) tutt'altro che monotono tra questa e gli organi di informazione.

MESAGNE - Riceviamo, e volentieri pubblichiamo, un lettera inviataci dall'attuale portavoce del sindaco di Mesagne, nonchè nostro collega, Giuseppe Florio, a proposito di una vicenda che vede al centro il problema della comunicazione degli enti locali e il rapporto (spesso) tutt'altro che monotono tra questa e gli organi di informazione.

"Caro Direttore, mi rivolgo a te per la credibilità della tua biografia personale e professionale; per l'autorevolezza della testata da te fondata; perchè tra le pagine virtuali di BrindisiReport hai già permesso che si aprisse un confronto sulla qualità del giornalismo a noi coevo. Voglio riportare alla platea dei tuoi lettori una vicenda emblematica: lo scorso sabato uno dei tre maggiori quotidiani locali ha strillato in prima pagina un titolo sull'inquinamento ambientale a Mesagne, evocando l'«allarme» e il «pericolo cancro».

L'articolo nelle pagine interne argomentava a proposito di un monitoraggio effettuato dall'Agenzia Regionale per la Prevenzione e la Protezione dell'Ambiente in Puglia (ARPA) che avrebbe rilevato come le emissioni elettromagnetiche di un'antenna di telefonia mobile installata nel centro cittadino avessero superato pericolosamente i livelli massimi consentiti dalla legge.

Tutto vero, se non che quei dati risalivano al 2008, come chiunque potrà verificare consultando con accortezza il sito www.arpa.puglia.it. Una «bufala», quindi, un increscioso «scivolone» giornalistico. L'indomani, la pronta smentita dell'Amministrazione Comunale sortisce un effetto ancora più devastante: anzichè ammettere l'infortunio, fare doverosa ammenda e tranquillizzare l'opinione pubblica mesagnese, quel quotidiano rimaneggia la rettifica e la utilizza per rilanciare l'allarme e addossare le responsabilità agli uffici comunali, rei ? a dire del redattore del pezzo ? di aver scritto una lettera all'ARPA una quindicina di giorni prima per chiedere l'installazione di una nuova stazione di monitoraggio e di ottenere nuovi e più attuali dati sull'inquinamento.

La notizia, quindi, a rigor di cronaca, sarebbe dovuta essere: l'Amministrazione Comunale di Mesagne persegue la politica già avviata da alcuni anni di attenzione all'inquinamento elettromagnetico. Era invece stata tramutata così: «Mesagne inquinata, l'allarme era stato lanciato dal Comune». Più che stigmatizzare l'accaduto, dal canto della mia modesta e breve esperienza di cronista, mi piacerebbe porti alcune domande su un tema di più vasta portata: che strumenti può avere un interlocutore quale, ad esempio, un'Amministrazione Comunale che prova a farsi largo con gli strumenti della verità fattuale?

Come si può fronteggiare la distorsione della notizia, sacrificata in nome di «scoop» più spesso pretestuosi o fragili? Chi risponde della carente attendibilità di alcune notizie e della mancata verifica delle fonti? Come può anche l'ente pubblico supportare la cittadinanza nel faticoso processo di formazione di un'opinione pubblica già svogliata o incattivita verso la cosiddetta «casta»? Sono consapevole che il mio attuale ruolo (Addetto stampa del Comune di Mesagne) mi avrebbe dovuto impedire una sortita pubblica: ma sono e resto un cittadino nell'esercizio della propria ragione e, per la mia difficoltà, chiedo il tuo prezioso consiglio.  Con affettuosa stima, Giuseppe Florio".

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Risponde Marcello Orlandini.

Arpa Puglia, l'agenzia regionale per la protezione ambientale, come forse molti non sanno, a Mesagne ha una serie di stazioni della rete di monitoraggio dell'inquinamento elettromagnetico (le altre nella nostra provincia sono a Brindisi, Erchie e S.Pietro Vernotico). I dati disponibili sul portale di Arpa Puglia, come ricorda Giuseppe Florio, sono effettivamente relativi al 2008, quindi con soglie di attenzione in vigore in Italia di 6 volt per metro per i luoghi dove si staziona, come  appartamenti e uffici, e di 20 volt per metro per i luoghi di passaggio. Mi sembra che nessuno dei valori rilevati a Mesagne nella campagna del 2008 superi o raggiunga la soglia di attenzione, e solo in un caso questa viene avvicinata, con un valore di 5,58 V/m. Quindi la contesa non avrebbe ragione di esistere.

Detto questo, si può anche obiettare che magari se le misurazioni fossero state effettuate in situazioni di maggiore rischio, i risultati sarebbero stati diversi. Ad esempio, a Brindisi i cavi dell'alta tensione passano molto vicino ad alcuni condomini del rione La Rosa, ma lì non ci sono stazioni di misurazione. E personalmente resto convinto che i campi elettromagnetici siano alti ad esempio nel parcheggio dell'Auchan e comunque lungo tutto gli elettrodotti, anche se alcuni anni fa ci fu risposto che le misurazioni dell'Arpa non avevano rilevato valori limite. Ma la gente prendeva la scossa ritirando i carrelli o toccando scaffali metallici nei negozi della galleria dell'ipermercato, e il Comune di Mesagne si arroccò dietro questi verdetti.

C'è solo un sistema per stabilire se i dati dell'Arpa sono attendibili, nel caso si tenda a guardarli con dubbio o sospetto: farsi le misurazioni in home, in casa, utilizzando qualche tecnico specializzato. Questo è giornalismo d'indagine. Se invece la contesa di cui parla Florio è limitata ai dati 2008 del'Arpa, va detto che in quel rapporto non ci sono superamenti delle soglie vigenti protempore. Questo per ciò che riguarda il merito della questione. C'è poi il problema delle relazioni esterne, della comunicazione di un Comune, come quello di Mesagne, e della episodica o continua conflittualità con uno o più organi di stampa.

I giornali hanno un solo, vero giudice: i lettori. Sta a loro decidere se ciò che acquistano la mattina in edicola vale i soldi spesi. Se un giornale perde copie, non va. Lapalissiano. Per avere uno strumento di informazione e di comunicazione, attraverso i media, con i cittadini le amministrazioni pubbliche dispongono di uffici stampa e/o portavoce (i primi vanno costituiti con bandi pubblici, dice la legge, i secondi sono incarichi fiduciari). Non è raro che tra primi, giornali, e secondi, strumenti di comunicazione istituzionali, non ci sia la stessa lunghezza d'onda su alcuni argomenti, sino alle situazione di cui parla Giuseppe Florio. Come Florio sa, proprio BrindisiReport.it molto frequentemente assume posizioni critiche nei confronti di notizie fornite da enti pubblici.

Che fare? Continuare a comunicare in maniera puntuale, a fornire ai giornali tutte le informazioni che una pubblica amministrazione può dare, tenere lontani gli interessi politici dalla sostanza delle notizie, altrimenti bisogna aspettarsi - senza meraviglia - che qualche altro, dalla parte opposta, faccia la stessa cosa, cioè strumentalizzi le cose in funzione politica. Ma se ciò avviene anche se l'informazione del Comune è corretta, non si può che avere fiducia nell'intelligenza della gente e nelle leggi di mercato. Ricambio i saluti e ringrazio per le immeritate lodi.

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