Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Cronaca

“Elezioni a Brindisi, il notaio Errico mi disse di liberarmi dell’erba cattiva”

L'ex assessore Antonio Giunta al pm svela retroscena sulle amministrative: "Mi diede un foglio con i nomi di sei indesiderati, tra cui Brigante e De Michele". E ancora: "Tomaselli e Romano convinsero Luperti a entrare nel Pd". Su Screti: "Mi chiese di parlare con un onorevole per i rifiuti"

BRINDISI – “Posi il veto su alcuni candidati al Consiglio comunale perché incontrai il notaio Michele Errico e lui mi disse: ‘La lista la devi fare, però ti devi liberare dell’erba cattiva e mi diede un foglio su cui c’erano scritti sei nomi di indesiderati, tra cui Salvatore Brigante e Luigi De Michele”.

Antonio GiuntaIl racconto è stato consegnato in Procura da Antonio Giunta (foto accanto), ex assessore comunale alla Pubblica Istruzione e allo Sport, eletto con 555 preferenze nella lista Progettiamo Brindisi dell’ex sindaco Mimmo Consales, rimasto in carica per un anno e otto mesi, sino a quando venne messo alla porta dopo la notifica dell’avviso di garanzia legato alla questione della compravendita delle quote della società Brindisi Calcio. Filone sul quale indagò la procura, a carico anche di Consales e di due tifosi. Giunta si è ricandidato nella lista La puglia in più a sostegno di Nando Marino sindaco.

Giunta al pm Giuseppe De Nozza (foto in basso), titolare dell’inchiesta sull’impianto di Cdr e sulla corruzione contestata a Consales e a Luca Screti della Nubile, riferisce del passato risalendo niente di meno che al 2003-2004. E quel periodo torna d’attualità non solo perché è in quel lasso di tempo che l’ex assessore sostiene di aver conosciuto Screti, ma perché allora come ora i protagonisti della scena politica sono gli stessi. C’era e c’è Michele Errico: sarebbe diventato presidente della Provincia con il Pd che però non gli offrì il secondo mandato preferendo Massimo Ferrarese e uscì di scena per poi tornare “oggi” accanto ai moderati di Ferrarese. Della coalizione centrista è stato garante della legalità in occasione delle primarie vinte da Angela Carluccio, accanto alla quale è rimasto nello stesso ruolo dopo aver benedetto il ballottaggio e “perdonato” Salvatore Brigante, l’ex capogruppo del Pd che sino all’ultimo ha garantito il sostegno a Consales, sul quale il notaio non è stato tenero.

Ma Salvatore Brigante, nel frattempo diventato assessore ai Lavori Pubblici nell’esecutivo Carluccio per i Democratici per Brindisi, all’epoca non sarebbe piaciuto per niente al notaio, sempre Errico. Almeno secondo Giunta il quale, in sede di interrogatorio come persona informata sui fatti, lo scorso 27 aprile, si è tolto qualche sassolino rimasto nelle scarpe dopo essere stato messo alla porta del Comune  su richiesta – sostiene lui – dei centristi.

Brigante era un “indesiderato” per Errico, si legge nel verbale. Lo stesso valeva per “Mario Nubile, cugino della moglie di Screti” e per “Domenico Sanna”, ex assessore alla Casa nella Giunta di Giovanni Antonino (Sanna venne arrestato per altra storia).

De Nozza, chiusa questa parentesi, ha chiesto come e quando Antonio Giunta ha conosciuto Luca Screti e che rapporti ci fossero tra i due: “Screti l’ho conosciuto nel 2003 come imprenditore e amministratore della Nubile. Avevamo aderito all’Udeur, quando fu arrestato Antonino l’allora segretario nazionale Clemente Mastella mi chiamò e mi invitò a continuare il percorso facendomi conoscere due persone: Massimo Ostilio e Luca Screti che aveva bisogno di parlare con Ostilio, non so se fosse sottosegretario oppure onorevole. Voleva incontralo per problemi legati sempre ai rifiuti, non ricordo se doveva fare o se aveva fatto un investimento importante e poi attraverso Ostilio doveva avere un incontro con un’altra persona che era influente ma di cui non ricordo il nome, però so che era importante nel discorso rifiuti a livello nazionale e in quel periodo era anche apparso sulla trasmissione di Bruno Vespa”.

L’ex assessore riferisce che quell’incontro a Roma ci sarebbe stato, che lui ha “portato Screti” ma di non essere entrato. Il pm gli chiede, poi, dell’impianto di Cdr: “Se ne parlava già con Mennitti, in conferenza dei capigruppo si ipotizzò l’affidamento diretto alla Nubile e Luca fece una conferenza stampa in cui disse che avrebbe acquisito il Brindisi calcio. Si fece la gara e se l’aggiudicò Screti nel periodo del commissario e si concretizzò con Consales”.

Sui rapporti con Consales e la campagna elettorale: “Entro in contatto con lui direttamente, lo conoscevo personalmente”, ha detto Giunta ricordando le precedenti esperienze da consigliere comunale. Il pm: “A noi risulta che lei avesse intenzione di candidarsi a sindaco nel 2012”. Risposta: “No. Feci un percorso con Regione Salento che poi si spostò nel centrodestra e lasciai, mi candidai nella lista di Consales su sua richiesta: venne a trovarmi a una festa di un bambino e mi disse che aveva due problemi, uno era di avere altri candidati nella stessa lista e io riuscii a metterne due anche se deboli e  l’altro era Pasquale Luperti”.

“Luperti era candidato con Giovanni Brigante, non si pensava un risultato così eclatante come quello che ha avuto (nel 2012 risultò il più suffragato con quasi 800 preferenze, primato perso lo scorso giugno, fermo restando gli 817 voti, ndr). Si pensava potesse viaggiare sui 500-600 voti, comunque importanti, doveva intervenire lui e so che poi lo fece e l’hanno fatto Salvatore Tomaselli e Pino Romano e l’hanno convinto a candidarsi con il Pd”, sostiene Giunta che precisa di averlo saputo “non di prima mano”. “Luperti diceva che non voleva fare la guerra tra me e lui e quindi optò per il Pd”. Lo stesso Pd che lo ha scaricato chiedendone le dimissioni da assessore all’Urbanistica, dopo aver condiviso l’istanza di Emiliano, e che di recente lo ha formalmente espulso. Lui ha ottenuto la ricandidatura e l’elezione nella lista Impegno sociale, ora spina nel fianco della sindaca.

L’ex assessore Giunta, infine, ha riferito di un incontro al Bar Betty tra lui, Consales e Screti, che lui stesso organizzò “su richiesta dell’imprenditore” per parlare del “sostegno alla campagna elettorale”, occasione nella quale venne a galla la vicenda di Equitalia e del debito consistente che il candidato sindaco aveva. “Ce l’aveva a morte con Giovanni Brigante perché poi abbiamo saputo che pare che Brigante aveva in mano i cosi di Equitalia  e non sapeva se farli uscire o no, quindi Consales era inviperito”.

La vicenda di Equitalia, Giovanni Brigante a parte, è venuta a galla. Inchiesta e processo sul pagamento delle rate in contanti e ancora nuova indagine per capire la provenienza dei fondi e nuovo processo all’orizzonte, per corruzione.

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