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Venerdì, 21 Gennaio 2022
Cronaca

Emiliano: "Certi rischi non si prescrivono"

“Certi rischi non vanno in prescrizione. So per esperienza con che persone si misura e si è misurato Milto De Nozza e so perfettamente che sono in grado di organizzare un attentato. Qui serve una scorta. Abbiamo tante spese inutili, vengono scortate perfino le soubrette".

"Certi rischi non vanno in prescrizione. So per esperienza con che persone si misura e si è misurato Milto De Nozza e so perfettamente che sono in grado di organizzare un attentato. Qui serve una scorta. Abbiamo tante spese inutili, vengono scortate perfino le soubrette in Italia, non credo che fornire protezione massima a un magistrato metta in pericolo le nostre finanze".

Michele Emiliano, com'è nel suo stile parla senza troppi giri di parole, diretto ed efficace, dritto al nocciolo del problema e alla sua unica soluzione. Di buon grado risponde alla richiesta di Brindisireport.it che da pm in prima linea, in servizio proprio a Brindisi all'inizio degli anni Novanta, prima che da sindaco del capoluogo di regione ed esponente politico ormai di caratura nazionale, gli ha chiesto di esprimere una valutazione sulla Scu brindisina degli anni Duemila.

Emiliano non aveva perso tempo e aveva già lasciato a Facebook il compito di veicolare il suo messaggio di solidarietà per il sostituto procuratore di Brindisi e per i tre poliziotti minacciati con proiettili e una lettera manoscritta.

"A titolo personale e dell'intera Città di Bari esprimo solidarietà e vicinanza a Milto De Nozza, sostituto procuratore della Procura di Brindisi, ad Alberto Somma, capo della Squadra Mobile di Brindisi, a Giancarlo Di Nunno, ispettore della sezione antiracket e all'altro agente della Questura di Brindisi, vittime di preoccupanti messaggi intimidatori".

"Avendo lavorato alla Procura di Brindisi per vari anni - prosegue Emiliano nel suo post di solidarietà - conosco bene il territorio ed il tipo di criminalità organizzata che avvelena la nostra Regione. Se gli autori delle minacce di morte si sono spinti a questo punto, peraltro nel caso del collega De Nozza non è la prima volta, è perché evidentemente hanno capito che lo Stato continua a fare sul serio. La Puglia ha scelto da che parte stare tanti anni fa e nessuno, né le Istituzioni né i cittadini, farà passi indietro". Mentre si continua a indagare su più fronti e trasversalmente da Lecce a Bari sugli strani episodi in odor di mafia avvenuti a Brindisi in meno di dieci giorni, la ribalta va certamente alla questione "sicurezza".

"Mi rendo conto che ci sono problemi organizzativi a Roma nella gestione delle scorte dei magistrati, perché bisogna mettere in ordine le regole del ministero della Giustizia e i costi di straordinario degli autisti con le regole del ministero degli Interni e i costi dei poliziotti", ma ci sono circostanze, secondo Emiliano che la scorta l'ha sempre avuta, in cui non si può minimizzare, sottovalutare, prendere sotto gamba situazioni che rischiano poi di deflagrare.

"Sono preoccupato, molto preoccupato per De Nozza, per il capo della Mobile, per le altre persone coinvolte. Molto preoccupato". Emiliano a Brindisi si occupò di criminalità organizzata. Del clan Bruno di Torre Santa Susanna, proprio come De Nozza che ha firmato l'inchiesta Canali, ormai chiusa in primo e secondo grado con condanne pesanti. Ora è da qualche tempo che il pm brindisino non si occupa di mafia. Ma non è questo il punto. I processi nati dalle sue inchieste non sono ancora del tutto chiusi, lo è il primo grado. In taluni casi il secondo. E chi ha giurato guerra non è detto che dimentichi in fretta.

"Conosco la Sacra corona unita brindisina" e del resto fu proprio Emiliano a ritrovarsi a correre un concreto pericolo, quando venne fuori che volevano ucciderlo, che qualcuno stava preparando un attentato. Aveva la scorta, ed era l'unico a Brindisi insieme a Nicola Piacente (anche l'altro loro collega Leonardo Leone De Castris aveva una misura di tutela). L'attuale sindaco di Bari arrivò a Brindisi nel 1990 e ci rimase fino al 1995. Nel 1994 proprio con Piacente si era occupato del maxiprocesso alla Scu.

"Al dottor De Nozza è stata tolta la scorta" dice Emiliano, ed è percettibile dal tono di voce che ai suoi occhi è una decisione scellerata: "Serve la macchina blindata, un agente di tutela. Bisogna che il problema venga riconosciuto e valutato dal prefetto e dal procuratore generale presso la Corte d'Appello".

Insomma si respira un'aria pesante. Inutili gli allarmismi ma "non si può rischiare. E anche in presenza di un dubbio - conclude Emiliano - è sempre meglio eccedere in sicurezza". Per il pm, per i poliziotti. Il primo cittadino di Bari parla con cognizione di causa, ed è uno dei pochi, nel caso specifico che concerne Brindisi, a poterselo permettere. Il fronte, quaggiù, non appare unito. E c'è chi ancora ritiene e afferma che non ci sia nulla per cui stare in campana.

 

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