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“Enel non bruciava solo carbone: sistematica violazione dell’Aia”

Il gip che ha disposto il sequestro: “Codici ai rifiuti apposti in maniera fraudolenta come espediente”

BRINDISI – “Si ritiene che la centrale abbia impiegato combustibili diversi dal carbone, come gasolio e olio combustibile denso, non solo nel 2006 e nel 2013, bensì per tutti gli anni di esercizio. E l’assenza di qualsivoglia indicazione di smaltimento di cenere di origine diversa da carbone, implica che le stesse siano state miscelate e smaltite assieme”.

Le ceneri

Nel decreto di sequestro del sito Enel di Brindisi-Cerano, il gip del Tribunale di Lecce ha evidenziato più volte questo aspetto ricordando che “la dotazione impiantistica progettata e presentata a corredo dell’istanza di rilascio dell’Aia (autorizzazione integrata ambientale, ndr) prevedeva la presenza di un apposito silos, rinvenuto dai finanzieri in sede di sopralluogo, ma di fatto in disuso”. Quel silos doveva essere “dedicato allo stoccaggio delle cenere contenenti sostanze pericolose”. L’impiego di ceneri volanti proveniente dall’impianto di Creano, “si appalesa anche in oggettivo contrasto con le prescrizioni contenute nell’Aia rilasciata a Cementir spa”, impianto anche questo posto sotto sequestro, al pari dello stabilimento Ilva di Taranto con contestazione identica. Gestione e traffico dei rifiuti in violazione delle disposizioni per la tutela dell’ambiente, con la consapevolezza dei dirigenti. Una “triangolazione illecita”, ha scritto il gip aderendo all’impostazione presentata dal sostituto procuratore della Dda di Lecce, Alessio Coccioli, titolare dell’inchiesta chiamata Araba Fenice. “L’Aia rilasciata a Cementir – si legge -  ammette al recupero esclusivamente le ceneri derivanti dalla combustione di carbone e lignite e non quelle originate da altri combustibili di natura idrocarburica e me ne che meno quelle contaminate da con i residui dei processi di denitrificazione”.

Gli espedienti

Condotte reiterate nel tempo, stando alla contestazione, sono di fatto andate avanti attraverso espedienti consistenti nell’”attribuzione alle ceneri di un codice non corrispondente alle reale origine, ma fraudolentemente preordinato a soddisfare i requisiti dell’attività di recupero svolta dal destinatario Cementir”. In tal modo Enel “celava l’intento di reperire un canale di smaltimento dei rifiuti, alternativo e più economico rispetto a quelli conformi alla normativa di legge”.

Il sequestro con prescrizioni, quindi, è stato disposto per “ripotare gli impianti a funzionare nel rispetto della normativa ambientale, apportando quelle modifiche strutturali necessarie a impedire la contaminazione dei rifiuti, la loro illecita gestione, la dispersione nell’ambiente”. Custodi e amministratori giudiziari sono stati nominati Luca Giordano di Brindisi e Barbara Valenzano di Bari “per l’esercizio dei poteri di vigilanza sugli organi societari di Enel produzione spa  e di Cementir spa, al fine di garantire la continuità e lo sviluppo aziendali”.

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