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Energeko, decreto ingiuntivo per parcelle non pagate all’avvocato

Il Tribunale ordina il pagamento di 11mila euro al civilista per l’attività di recupero crediti

BRINDISI – Nuovo decreto ingiuntivo per la Energeko, partecipata del Comune di Brindisi: il Tribunale ha ordinato alla società di pagare quasi undicimila euro a uno degli avvocati che, per conto della stessa srl, si è occupato del recupero crediti negli ultimi anni.

Il logo di Energeko

Il caso

Un paradosso, visto che a conferire incarico al professionista è stata la stessa Energeko, con l’obiettivo di far rientrare le somme legate alle mancate autocertificazioni per gli impianti termici, disposte dall’Amministrazione comunale con ordinanza del sindaco. Per gli utenti non in regola con la certificazione, dopo il controllo dei centri assistenza accreditati presso la stessa partecipata, sono tutt’ora previste sanzioni pari a 110 euro, importo che viene incassato da Energeko.

La partecipata se inizialmente ha ritenuto di dover affidare incarico a un avvocato per ottenere il pagamento delle sanzioni, alla fine, non avrebbe onorato l’impegno con il civilista.

Le ragioni del legale, con studio a Brindisi città, sono state riconosciute dal Tribunale, sezione civile, il 16 ottobre scorso. Il decreto ingiuntivo porta la firma del giudice Francesco Giliberti, dinanzi al quale è stato incardinato il procedimento monitorio.

Il decreto ingiuntivo

antonio galati energeko-2Il Tribunale ha esaminato i documenti prodotti dall’avvocato e ha rilevato che il ricorrente ha fornito idonea prova scritta del credito vantato, di conseguenza, ha riconosciuto le ragioni del legale e ha ordinato (ingiunto) alla Energeko di saldare le parcelle rimaste in sospeso.

L’ingiunzione è rivolta alla srl nella persona del legale rappresentante pro tempore, Antonio Galati (nella foto accanto), amministratore unico, confermato di recente dal sindaco Riccardo Rossi, alla scadenza del periodo di gestione commissariale del Comune di Brindisi. La somma di partenza è pari a 11.210 euro, alla quale vanno aggiunti gli interessi legali a far data dalla domanda, così come le spese processuali e gli esporsi.

Il pagamento, stando a quanto disposto dal giudice, dovrà avvenire entro 40 giorni dalla notifica del decreto. La Energeko può fare opposizione, nei prossimi 40 giorni. In caso contrario, vale a dire qualora non avvenga la liquidazione e non ci sia opposizione nei termini, è prevista l’esecuzione forzata.

Il bilancio

Per la società in house del Comune non è il primo decreto ingiuntivo. Già la scorsa estate alcuni imprenditori fecero ricorso al Tribunale per ottenere il pagamento di fatture emesse per la fornitura di materiale elettrico. Resta, quindi, attuale l’interrogativo sulle reali condizioni economico-finanziarie della partecipata, dopo l’utile di circa novemila euro contabilizzato a conclusione dell’ultimo esercizio. La risposta potrà arrivare solo dall’approvazione del bilancio entro la fine dell’anno.

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