Venerdì, 22 Ottobre 2021
Cronaca

E nella notte la solita fiammata dell'impianto di cracking illumina Brindisi

Ennesimo ricorso alle torcia di emergenza di Punta di Torre Cavallo, la notte scorsa, per un problema tecnico all'impianto di cracking di Eni Versalis, nello stabilimento petrolchimico di Brindisi

BRINDISI – Ennesimo ricorso alle torcia di emergenza di Punta di Torre Cavallo, la notte scorsa, per un problema tecnico all’impianto di cracking di Eni Versalis, nello stabilimento petrolchimico di Brindisi. Le immagini che proponiamo sono state riprese attorno alle 4,30 e dimostrano l’intensità della fiammata dovuta alla combustione dei gas dirottati nel circuito di emergenza, mentre la provincia e la città erano sferzate da una forte vento da nord con nevischio su tutto il territorio e la città. Le ricadute della combustione dei gas chimici si sono pertanto disperse sul territorio a sud dell’impianto.

fiammata petrolchimico 6 gennaio 2017 tris-2

Come da prassi, la direzione di Versalis avrà comunicato agli enti e alle amministrazioni interessate le cause di questo guasto, che si aggiunge alla lunga serie di incidenti analoghi degli ultimi anni, a volte dovuti a difetti di componenti del sistema di controllo elettronico del cracker, a volte a black-out della rete di alimentazione elettrica dello stesso reparto dove si produce l’etilene. La causa esatta del ricorso alla torcia di emergenza di alcune ore fa non è al momento ufficialmente nota. Una delle foto è stata scattata sulla superstrada 379 all’altezza di Ostuni, a circa 30 chilometri dal petrolchimico.

fiammata petrolchimico 6 gennaio 2017 bis-2

Tuttavia, secondo fonti non ufficiali, il ricorso alla torcia di emergenza della notte scorsa va messo in relazione proprio con una interruzione della fornitura di energia all'impianto. il black-out è avvenuto attorno alle 3 facendo scattare i sistemi di sicurezza automatici del cracker, che hanno deviato i gas in lavorazione nel circuito della torcia.

Sull'episodio si registra un intervento di Riccardo Rossi e Giuseppe Cellie, consiglieri comunali di Brindisi Bene Comune - Sinistra per Brindisi: "Ancora una volta la Torcia del Petrolchimico torna a sfiammare ed ancora una volta i cittadini di Brindisi devono sperare nel forte vento di maestrale che possa allontanare dalla città i veleni che vengono prodotti dalla combustione degli idrocarburi inviati in torcia", scrivono i due esponenti della minoranza.

"Tra questi veleni uno dei più pericolosi è il benzene, cancerogeno accertato, il cui valore in corrispondenza delle accensioni della torcia più volte si è innalzato a valori elevatissimi nella centralina della centralissima Via Taranto. Un fenomeno quello dell’accensione della torcia che si ripete sempre uguale come se fosse ineluttabile, come se fosse dovuto dal caso o dalla sfortuna,  e non invece determinato come crediamo da bassi livelli di investimento, da uno stato degli impianti inadeguato e per questo facilmente in blocco".

"Chiediamo al sindaco Carluccio , così come lo chiedevamo al suo predecessore, cosa intende fare? Chiediamo se intende curarsi della salute dei suoi concittadini, visto che per legge ne è la prima responsabile. Per questo chiediamo alla Carluccio di far sapere alla cittadinanza cosa è successo, quali le cause di questo ennesimo blocco, quali le sostanze emesse dalla torcia", dicono i due consiglieri comunali.. 

"E così come abbiamo chiesto negli ultimi anni chiediamo al sindaco di nominare una commissione di esperti qualificati, indipendenti dal gruppo Eni, con costi a carico della Multinazionale, per verificare lo stato degli impianti, se sono utilizzate tutte le migliori e possibili tecnologie per evitare il blocco degli impianti e le sfiammate della torcia. Una commissione che dia indicazioni serie e concrete per affrontare un problema che è di natura evidentemente economica ovvero di mancanza di investimenti e che non può più essere tollerato", concludono Cellie e Rossi.

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