Venerdì, 14 Maggio 2021
Cronaca

Eredità del titolare del Desirée, il pm chiede tre anni per l’imputato

Sotto processo Nuri Guga, 62 anni, accusato di circonvenzione di incapace per il testamento di Aldo Farinola che a 93 anni, in punto di morte, gli lasciò un patrimonio di sette milioni di euro. Il pm: “Indotto a scrivere le ultime volontà”

BRINDISI – “L’ex gestore del Desirée a mare, Aldo Farinola, in punto di morte, a 93 anni, è stato indotto a scrivere e firmare il testamento in favore di Nuri Guga, dallo stesso Guga, imputato, a cui ha lasciato tutti i suoi beni, per un valore di sette milioni di euro: ci sono tutti gli elementi per chiedere la condanna a tre anni di reclusione con l’accusa di circonvenzione di incapace”.

desirèe a marePorta la firma del sostituto procuratore Milto Stefano De Nozza la requisitoria nel processo legato all’eredità dell’imprenditore di Brindisi che ha fatto la storia del ristorante che sorgeva dove adesso c’è il palazzo dell’Autorità portuale.

Secondo il pm, il dibattimento ha portato a formare la prova della colpevolezza dell’unico imputato, di origine albanese, 62 anni, al di là di ogni ragionevole dubbio. Guga, presente in aula, ha rinunciato all’esame e non ha voluto neppure rilasciare dichiarazioni spontanee, atteggiamento processuale che il rappresentante della pubblica accusa ha rimarcato arrivando alla conclusione che non ci sono gli estremi per riconoscere le attenuanti generiche.

Secondo l’accusa, Guga “approfittando o abusando dello stato di infermità psichica, di deficienza fisica o comunque di gravissima infermità fisica di Aldo Farinola”, tale da “impedirgli di formulare e manifestare una volontà testamentaria consapevole”, lo avrebbe “indotto a redigere un testamento olografo, pubblicato a mezzo del notaio Michele Errico” secondo il quale era l'erede universale di tutti i suoi beni immobili e mobili”. Il testamento venne aperto nel mese di agosto 2009. L’imputato è difeso dagli avvocati Roberto Cavalera e Maurizio Mele.

Guga, di origini albanesi, ma da anni residente a Brindisi, divenne  amico di Farinola dopo aver chiesto in affitto un’abitazione di proprietà dell’ex gestore del ristorante Desirée a mare, vista sul porto interno, ottima cucina, spesso ospiti importanti. E’ stato il simbolo di un pezzo di storia del capoluogo. Attività che ha contribuito al successo di Farinola, il quale nel corso degli anni ha accumulato beni immobili e conti correnti per un valore – stimato – di sette milioni di euro, tutto dato in eredità a Guga. Nulla, infatti, è stato riconosciuto ai familiari che hanno impugnato il testamento sul piano civilistico, per poi costituirsi come parte lesa nel processo penale, nel quale sono rappresentati ai penalisti Gianvito Lillo e Vito Epifani.

Il sostituto procuratore Milto De NozzaPer il pm Milto Stefano De Nozza (in foto), al di là del valore dei beni lasciati in eredità, quel che rileva è che Farinola non era nelle condizioni di disporre in maniera consapevole degli averi, circostanza di cui hanno riferito diversi testimoni nel corso delle udienze.

La parola è poi passata agli avvocati delle parti civili, Lillo ed Epifani, quindi ai difensori dell'imputato. 

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