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Eredità dell'ex Desirée: condanna anche in Appello

La Corte di Lecce conferma la sentenza del Tribunale di Brindisi per Nuri Guga: tre anni di reclusione con l'accusa di circonvenzione di incapace per le condizioni di salute di Aldo Farinola. Nel testamento beni e conti per sei milioni di euro. Il pg aveva chiesto l'assoluzione

BRINDISI – Condanna anche in Appello con l’accusa di circonvenzione di incapace per Nuri Guga, cittadino di origine albanese, finito sotto processo dopo essere divenuto erede universale del patrimonio del valore di sei milioni di euro, oggetto del testamento di Aldo Farinola, ex titolare del Desirè a mare.

Il tribunale e la procura di Lecce

La Corte d’Appello di Lecce, nella tarda serata di ieri, dopo quasi tre ore di camera di consiglio ha pronunciato sentenza confermando le conclusioni a cui era giunto il Tribunale di Brindisi accogliendo la richiesta di condanna avanzata dal pubblico ministero titolare del fascicolo, Milto Stefano De Nozza. Il procuratore generale, invece, ha chiesto l’assoluzione aderendo alla tesi degli avvocati difensori dell’imputato, Roberto Cavalera e Maurizio Mele, che avevano presentato ricorso.

Lunga e articolata la discussione degli avvocati Gianvito Lillo e Vito Epifani che in giudizio rappresentano i familiari dell’imprenditore che si sono costituiti parti civili in sede di udienza preliminare.

La morte di Farinola risale al 31 agosto 2009, aveva 93 anni. Il testamento in favore di Guga non più tardi del 16 dello stesso mese.  I due si sarebbero conosciuti otto mesi prima. A giudizio del Tribunale di Brindisi non era per niente lucido l’ex titolare del ristorante Desiré a mare (era ospitato nel palazzo oggi sede dell’Autorità portuale) nel periodo in cui dispose delle sue ultime volontà, un patrimonio del valore di sei milioni di euro, tra beni immobili e conti correnti, in favore di Guga: era “dolente e confuso” quando i suoi averi passarono nelle mani di quel cittadino di nazionalità albanese, residente a Brindisi da anni. Non era più nel pieno delle sue facoltà, tanto da “perdersi in strada o vagare in pigiama in Centro”.

desirèe a mare

Secondo l’accusa, confermata ora anche in Appello, in, Guga “approfittando o abusando dello stato di infermità psichica, di deficienza fisica o comunque di gravissima infermità fisica di Aldo Farinola”, tale da “impedirgli di formulare e manifestare una volontà testamentaria consapevole”, lo avrebbe “indotto a redigere un testamento olografo, pubblicato a mezzo del notaio Michele Errico” secondo il quale era l'erede universale di tutti i suoi beni immobili e mobili”. Il notaio, attuale consigliere politico della sindaca di Brindisi, è stato ascoltato in sede di istruttoria dibattimentale come teste ma non è stato in grado di riferire sulle effettive capacità di Farinola. I familiari, gli amici, i medici che lo hanno assistito e i vicini di casa sì. Lo hanno ricordato come un “uomo distinto, elegante, sempre con la giacca e la cravatta, colta, di cultura, molto legato alla sua famiglia, ai fratelli, alle sorelle, ai nipoti e ai pronipoti”. I difensori di Guga ricorreranno in Cassazione.

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