Sabato, 20 Luglio 2024
Cronaca

“Ero esasperato: a quell’imprenditore avevo prestato 1.500 euro”

Interrogato dal gip del Tribunale di Brindisi, Walter Margherito arrestato dalla Mobile con l'accusa di tentata estorsione al titolare di un'azienda agricola: "Quel denaro mi serviva per la cresima, gliel'avevo chiesto più volte, ma niente". Resta in carcere

BRINDISI – “Ero esasperato perché a quell’imprenditore avevo prestato 1.500 euro un anno e mezzo fa: allora ne avevo la disponibilità, in seguito gli ho chiesto la restituzione del denaro, ma niente. Sono tornato da lui con la stessa richiesta: a me quella somma ora serviva per la cresima”.

Foto di Margherito Walter(FILEminimizer)-2Ha scelto di affrontare l’interrogatorio di garanzia Walter Margherito, il brindisino di 38 anni, arrestato ieri (giovedì 27 aprile) con l’accusa di tentata estorsione ai danni del titolare dell’impresa agricola dagli agenti della Squadra Mobile in esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare chiesta dal sostituto procuratore Luca Miceli e firmata dal giudice per le indagini preliminari Maurizio Saso. Di fronte allo stesso gip del Tribunale di Brindisi che ha condiviso l’impostazione del pm rispetto ai gravi indizi e alle esigenze cautelari, l’indagato ha consegnato la sua verità, respingendo il reato contestato.

Margherito si è presentato dal gip, accanto al suo avvocato di fiducia, Gianvito Lillo, il quale adesso attende copia degli atti del fascicolo per decidere quale strada intraprendere. Non è escluso il ricorso al Tribunale del Riesame. Al momento resta ristretto nel carcere di Brindisi.

Il brindisino, in ogni caso, ha spiegato il contesto nel quale ci sono stati prima la conoscenza e poi i contatti con l’imprenditore agricolo, sino ad arrivare alla ricostruzione di quanto avvenuto il 20 aprile scorso, episodio oggetto della contestazione riportata nel provvedimento di arresto. Secondo l’accusa, imbastita sulla base dell’informativa di reato consegnata in Procura dal dirigente della Mobile, Antonio Sfameni, i due si sono incontrati alla periferia di Brindisi nei pressi di una masseria e qui, in questa occasione, Margherito avrebbe esploso un colpo di pistola calibro 7,65 che ha centrato uno degli sportelli dell’auto in uso all’imprenditore.

Il titolare della ditta non ha sporto denuncia. E’ stato identificato, al pari dell’indagato, dalla visione delle immagini registrate dalle telecamere del sistema di videosorveglianza a protezione della masseria: gli agenti hanno avuto modo di leggere le targhe delle auto e di conseguenze sono riusciti a risalire ai proprietari. Margherito finito sotto inchiesta e arrestato, sulla base di quei fotogrammi che costituiscono gravi indizi di colpevolezza, tenuto conto del pericolo di reiterazione del reato, e l’altro parte offesa del reato di tentata estorsione.

L’indagato è accusato anche di porto illegale di arma da fuoco, danneggiamento di beni altrui e spari in prossimità di luoghi abitati, sempre con riferimento a quanto avvenuto lo scorso 20 aprile.

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