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Esame da avvocato, 88 praticanti accusati di aver copiato il compito

Lunedì udienza a Lecce dopo il decreto penale di condanna a 11.250 euro: chiesta la messa alla prova per sei mesi, in venti andranno a processo ordinario. Cinque testi del pm. L'inchiesta riguarda la sessione 2012: elaborati spediti ai candidati via mail o whatsapp

BRINDISI –  Per gli aspiranti avvocati accusati di aver copiato il compito all’esame, tra suggerimenti arrivati via mail e whatsapp, è arrivato il tempo del giudizio: gli 88 imputati sono comparsi ieri (27 febbraio) davanti al Tribunale e in venti hanno chiesto il processo ordinario, rinunciando a chiedere la messa alla prova per l’estinzione del reato.

L’udienza si è svolta a Lecce, davanti al giudice Saracino, di fronte al quale è stato incardinato il procedimento scaturito dall’inchiesta sulla sessione del 2012 che ha portato alla conferma dell’accusa iniziale con decreto penale di condanna a 11.250 euro.

Le indagini furono svolte dalla Polizia postale e delle telecomunicazioni di Bari e Lecce, sotto il coordinamento dalla Procura della Repubblica del capoluogo salentino con Cataldo Motta titolare del fascicolo e portarono i praticanti sotto accusa per  “falsa attribuzione di un elaborato altrui previsto dall’articolo 1 di una vecchia legge, la numero 475 del 1925, con successive modifiche, tali da rendere attuale quelle previsioni con l’inserimento di condotte riconducibili ai suggerimenti esterni via telefonini cellulari”.

La sessione d’esame finita al centro delle verifiche  si svolse l’11, il 12 e il 13 dicembre 2012, presso le aule del campus universitario Ecotekne. Un migliaio di candidati, provenienti dalle province di Lecce, Brindisi e Taranto parteciparono alle tre prove fra diritto penale, civile e nella stesura di un atto. La scoperta di anomalie arrivò in sede di correzione, quando la Corte d’Appello di Catania, trovò compiti uguali oppure copiati da noti siti internet specializzati in giurisprudenza e disciplina forense. Venne a galla che più di qualcuno riuscì a usare il telefonino cellulare. La prova, quindi, venne annullata.

Per la messa alla prova presso enti convenzionati, il giudice ha ritenuto congruo fissare in sei mesi il periodo a conclusione del quale dovrà valutare i risultati conseguiti dall’imputato: solo in caso di giudizio positivo, il reato contestato potrà essere estinto. Per gli altri è stata fissata la prima udienza del processo ordinario, dedicata all’ascolto dei primi testi della Procura: ne sono stati citati cinque.

I praticanti del foro di Brindisi sono difesi dagli avvocati Laura Beltrami, Paolantonio D’Amico, Albino Quarta, Giancarlo Camassa, Pasquale Angelini, Cosimo Lodeserto, Davide De Giuseppe. 

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