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Esame da avvocato, compiti copiati: 103 imputati, opposizione alla condanna

Udienza a Lecce dopo il decreto penale di condanna a 11.250 euro per 103 praticanti: in venti sono di Brindisi e provincia. Chiesta la messa alla prova per sei mesi, altri andranno a processo ordinario. L'inchiesta riguarda la sessione 2012: elaborati spediti ai candidati via mail o whatsapp

BRINDISI – Da aspiranti avvocati a imputati per aver “copiato” all’esame nel 2012: in 103, venti dei quali di Brindisi e provincia, hanno presentato opposizione al decreto penale di condanna a 11.250 euro, ottenuto dalla Procura di Lecce a conclusione dell’inchiesta che svelò copia e incolla tra candidati e suggerimenti esterni arrivati via mail o su whatsapp, usando smartphone.

La prima udienza si è svolta nella mattinata di oggi di fronte al Tribunale di Lecce, in composizione monocratica, giudice Saracino, al quale spetta la decisione delle istanze presentate dai difensori. Più della metà ha chiesto la messa alla prova presso enti convenzionati e il giudice ha ritenuto congruo fissare in sei mesi il periodo, a conclusione del quale dovrà valutare i risultati conseguiti dall’imputato: solo in caso di giudizio positivo, il reato contestato potrà essere estinto. Per gli altri imputati sono state sollevate eccezioni relative al difetto di notifica, mentre per un ristretto numero è stata fissata udienza per il processo ordinario.

I praticanti del foro di Brindisi sono difesi dagli avvocati Paolantonio D’Amico, Albino Quarta, Giancarlo Camassa, Pasquale Angelini, Cosimo Lodeserto, Davide De Giuseppe,  Berdicchia e Laura Beltrami.

L’inchiesta venne svolta dalla Polizia postale e delle telecomunicazioni di Bari e Lecce, sotto il coordinamento dalla Procura della Repubblica del capoluogo salentino con Cataldo Motta titolare del fascicolo e ha portato 103 praticanti sotto accusa per  “falsa attribuzione di un elaborato altrui previsto dall’articolo 1 di una vecchia legge, la numero 475 del 1925, con successive modifiche, tali da rendere attuale quelle previsioni con l’inserimento di condotte riconducibili ai suggerimenti esterni via telefonini cellulari.

La sessione d’esame finita al centro delle verifiche  si svolse l’11, il 12 e il 13 dicembre 2012, presso le aule del campus universitario Ecotekne. Un migliaio di candidati, provenienti dalle province di Lecce, Brindisi e Taranto parteciparono alle tre prove fra diritto penale, civile e nella stesura di un atto. La scoperta di anomalie arrivò in sede di correzione, quando la Corte d’Appello di Catania, trovò compiti uguali oppure copiati da noti siti internet specializzati in giurisprudenza e disciplina forense. Venne a galla che più di qualcuno riuscì a usare il telefonino cellulare. La prova, quindi, venne annullata.

Molti degli imputati nel frattempo hanno sostenuto una nuova sessione d’esame e sono diventati avvocati.

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