Cronaca

Bambini e impatto col carcere: ci pensa il volontariato

Bilancio delle esperienze dell'estate scorsa alla casa circondariale di Brindisi di 54 operatori di varie associazioni

BRINDISI – Si è tenuta martedì a Palazzo Granafei - Nervegna l’ultima tappa del progetto “Carcere degli innocenti”: un convegno conclusivo sul tema “ Fragilità sociale e disagio, la tutela dei minori” che ha visto la partecipazione di molti esperti nel settore. Il “Carcere degli Innocenti” è un progetto che si svolge a Brindisi ormai da 8 anni, coordinato dalla delegazione Giustizia e volontariato del Csv Poiesis provinciale, e che quest’anno ha visto la partecipazione di circa cinquantaquattro volontari provenienti da diverse associazioni: Brindisi Bene Comune, Naukleros, Auser, Il Segno mediterraneo, Oltre l’orizzonte, Rompi le sbarre, Compagni di strada, Acat e di singoli volontari interessati al progetto.

Come ogni anno, sono stati organizzati laboratori ludici e artistici, rivolti ai minori in visita ai genitori detenuti, durante il periodo della chiusura delle scuole per le vacanze estive. Il progetto si è svolto in uno spazio messo a disposizione dalla Casa Circondariale di Brindisi in cui è stata allestita una ludoteca e dove i partecipanti hanno potuto creare e dar spazio alla propria fantasia. Tale spazio, diventato “area cuscinetto” tra la realtà fuori dal carcere e quella all’interno, accoglie e accompagna il bambino nella fase pre–colloquio, permettendo di intercettare il disagio dei minori che affrontano, loro malgrado, la realtà del carcere e rendendo l’impatto con la realtà carceraria meno doloroso e traumatico.

Carcere Innocenti-2

Le attività, che iniziano a metà giugno e si concludono a metà settembre, quest’anno hanno visto coinvolti circa 80 minori. E’ così che nella casa Circondariale di via Appia, situata quasi al centro della città, che ha regole precise e protegge da adulti difficili, nasce e cresce un giardino, pieno di colori, fiori, tenerezza e gentilezza. Un progetto prezioso in cui la situazione altamente dolorosa di questi bambini e bambine che aspettano il colloquio col loro papà, zio o nonno, viene in qualche modo alleggerita con un momento ludico e sereno.

Un progetto che mette in luce l’animo solidale di molti brindisini e che rappresenta un esempio prestigioso del modo in cui l’adulto applichi un principio fondamentale della Convenzione Internazionale dei Diritti del Fanciullo, sancita proprio il 20 nov del 1959 e revisionata nel 1989, il cui settimo principio che dice: “Il fanciullo deve avere tutte le possibilità di dedicarsi a giuochi e attività ricreative che devono essere orientate a fini educativi; la società e i poteri pubblici devono fare ogni sforzo per favorire la realizzazione di tale diritto” (ripreso anche nell’art.31 della stessa Convenzione)”. Brindisi Bene Comune si augura che la cittadinanza venga a conoscenza di questo bellissimo esempio di solidarietà che si tiene proprio qui a Brindisi, da sempre luogo di accoglienza e inclusione.

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