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Domenica, 5 Dicembre 2021
Cronaca Via Imperatore Costantino

Scarica di proiettili contro la casa di un brindisino arrestato per pestaggio

Almeno 10 colpi di arma da fuoco sono stati esplosi contro l'abitazione al rione Commenda del 24enne SIlvio Guadalupi, ai domiciliari per una brutale aggressione avvenuta il 16 ottobre in corso Umberto. Illeso il ragazzo. Indagano i carabinieri

BRINDISI – Scarica di proiettili contro l’abitazione in via Imperatore Costantino 160, al rione Commenda, del 24enne Silvio Guadalupi, arrestato lo scorso maggio, insieme al 21enne Arber Budani, per il brutale pestaggio ai danni di un giovane avvenuto la sera del 16 ottobre in corso Umberto. Almeno 10 colpi hanno centrato il muro perimetrale del giardino di una palazzina a tre piani. 

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L’episodio si è verificato intorno alle ore 1 della notte fra giovedì 27 e venerdì 28 luglio. Sul posto, per i rilievi del caso, si sono recati i carabinieri del Norm della compagnia di Brindisi al comando del tenente Luca Colombari. Guadalupi, sottoposto a regime degli arresti domiciliari, si trovava in casa quando sono entrate in azione almeno due persone: uno impugnava una calibro 9, l’altro una 7.65.

Dopo aver esploso i colpi, entrambi si sono dileguati a piedi. Guadalupi non ha riportato neanche un graffio. Sul posto nel giro di pochi minuti si sono recati i militari, con il supporto degli espetti della Scientifica, per i rilievi del caso. Sono una decina i bossoli recuperati sull'asfalto, all'incrocio fra via Imperatore Costantino e via Settimio Severo. Il movente del grave atto intimidatorio è da appurare.

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Al momento non vi sono elementi per stabilire un collegamento con l’aggressione da arancia meccanica avvenuta la sera del 16 ottobre, quando un giovane che stava rientrando a casa a piedi venne fermato per strada e massacrato con calci e pugni senza alcun motivo.  Sia Guadalupi che Budani sono stati rinviato a giudizio per quel fatto, con l’accusa di lesioni personali e minacce ai danni di un brindisino che non conoscevano. I carabinieri giunsero sulle loro tracce dopo una articolata attività investigativa sfociata in un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip Maurizio Saso. 

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