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Rintracciata nel Brindisino una badante espulsa per violenze su un'anziana

Era tornata in Italia per prestare assistenza a una persona anziana di Erchie una badante rumena di 51 anni, B.C. sul cui conto gravava una condanna a 10 mesi di reclusione per minacce e maltrattamenti ai danni di una 80enne

ERCHIE – Era tornata in Italia per prestare assistenza a una persona anziana di Erchie una badante rumena di 51 anni, B.C., sul cui conto gravava una condanna a 10 mesi di reclusione per minacce e maltrattamenti ai danni di una 80enne della provincia di Lecce presso cui ha lavorato fino agli inizi del 2015. Rintracciata dai poliziotti del commissariato di Otranto (Lecce) la donna è stata espulsa dal suolo italiano con divieto di farvi ritorno per i prossimi 5 anni. I famigliari dell’anziano di Erchie evidentemente non erano al corrente del trascorsi della straniera, che aveva fatto piombare in un vero e proprio incubo la malcapitata pensionata.

Si tratta di una donna costretta a letto da diverse patologie, affetta da Alzheimer e del tutto impossibilitata ad attendere alle più elementari funzioni quotidiane. Poco dopo l’inizio del rapporto lavorativo, però, il mutamento dell’umore dell’assistita richiamava l’attenzione dei parenti che si rivolgevano al commissariato di Otranto manifestando il proprio timore che la badante potesse aver assunto atteggiamenti inadeguati, se non addirittura violenti, nei confronti della propria congiunta.

La mancanza di comunicazione verbale da parte dell’anziana signora e la forte preoccupazione dei parenti indussero i poliziotti ad attivare le indagini. Nell’abitazione dell’anziana vennero dunque installate delle telecamere. Le immagini rivelarono la fondatezza di quei timori: la badante, con minacce e vari altri episodi di violenza fisica, costringeva, di fatto, l’anziana vittima ad omettere di richiedere la sua assistenza, persino per le primarie esigenze fisiologiche, come ricevere da bere o da mangiare secondo le proprie esigenze.

Le indagini, condotte dal pm del tribunale di Lecce Stefania Maria Minnini, si sono concluse nel giro di qualche giorno. Ma B.C., notando il mutato atteggiamento dei familiari dell’assistita, ha abbandonato repentinamente il territorio Italiano facendo ritorno in Romania.  

Nel frattempo la rumena è stata processata in contumacia e a suo carico lo scorso febbraio è stata emessa sentenza di condanna alla pena di mesi 10 di reclusione, alla cui esecuzione è stato delegato il commissariato di Otranto. Da quel momento, in sinergia con i colleghi dell’ufficio Immigrazione, i poliziotti hanno cominciato a monitorare i movimenti della rumena, fino a quanto questa non ha fatto la sua ricomparsa a Erchie, dove ancora una volta era stata assunta come badante di un anziano per il quale aveva prestato assistenza fino allo scorso 16 agosto. 

Poi nei confronti della straniera è stato emesso il decreto di allontanamento, in quanto si è ritenuto che “se nuovamente impegnata in attività lavorativa di assistenza a persone anziane la donna potrebbe costituire serio pericolo per l’incolumità delle persone a lei affidate”. 

Nel frattempo, la Divisione Immigrazione aveva portato all’attenzione del Prefetto della Provincia di Lecce le risultanze investigative e la sentenza di condanna e, attesa l’accertata responsabilità della cittadina rumena per le gravissime attività delittuose e ritenuto che se nuovamente impegnata in attività lavorativa di assistenza a persone anziane la donna potrebbe costituire serio pericolo per l’incolumità delle persone a lei affidate, veniva emesso decreto di allontanamento dal territorio dello Stato Italiano.

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