menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay
La Cantina Due Palme

La Cantina Due Palme

Pizzo alla "Due Palme", condannato

CELLINO S. MARCO - Quattro anni e 2 mesi di reclusione, a fronte di una richiesta di 5 anni e 10 mesi per Cosimo Mazzotta, l’ex esponente della Scu di Cellino San Marco, imputato di tentata estorsione in danno, indirettamente, di Angelo Maci, patron di Cantine Due Palme. Mazzotta, difeso dall’avvocato Ladislao Massari, ha affrontato stamani il processo con rito abbreviato dinanzi al gup del Tribunale di Brindisi.

CELLINO S. MARCO - Quattro anni e 2 mesi di reclusione, a fronte di una richiesta di 5 anni e 10 mesi per Cosimo Mazzotta, l'ex esponente della Scu di Cellino San Marco, imputato di tentata estorsione in danno, indirettamente, di Angelo Maci, patron di Cantine Due Palme. Mazzotta, difeso dall'avvocato Ladislao Massari, ha affrontato stamani il processo con rito abbreviato dinanzi al gup del Tribunale di Brindisi.

Stando alle ricostruzioni il 48enne che era stato arrestato 18 anni addietro perché ritenuto un componente del clan Buccarella, avrebbe"avvicinato un imprenditore, che avrebbe dovuto eseguire dei lavori di costruzione presso un'azienda vinicola cellinese, avrebbe chiesto, a fronte della consegna di fatture false, somme non meglio quantificate di denaro, minacciandolo implicitamente che nel caso non avesse aderito alla sua richiesta, avrebbe posto in essere ritorsioni".

Le fatture dovevano essere scontate presso il titolare dell'azienda vinicola, probabilmente, il vero obiettivo dell'estorsione poi fallita. Per questi fatti con l'accusa di tentata estorsione e violazione delle prescrizioni imposte dal provvedimento di sorveglianza speciale Mazzotta era finito di nuovo in cella il 10 gennaio scorso su ordinanza di custodia cautelare.

Il 48enne durante le presunte minacce pare che intimorisse le sue vittime facendo leva sulla sua statura criminosa derivante dai suoi precedenti per associazione per delinquere di tipo mafioso. Nel corso della perquisizione effettuata presso la sua abitazione, inoltre, i militari hanno rinvenuto documentazione "sospetta" che è stata sequestrata e che potrebbe fornire ulteriori prove per eventuali responsabilità.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

BrindisiReport è in caricamento