Domenica, 14 Luglio 2024
Cronaca

"Mi costringe a comprare più droga e mi minaccia di morte se non pago", scatta l'arresto

Dopo la denuncia del cliente, i carabinieri tendono una trappola a un 29enne originario di San Pietro Vernotico, indagato per detenzione ai fini di spaccio ed estorsione. Convalidata oggi la misura in carcere

GUAGNANO (Lecce) - Avrebbe costretto un cliente ad acquistare quantità di cocaina superiori, anche di quattro, cinque volte, a quelle richieste, e l’avrebbe in più circostanze minacciato di morte per convincerlo a saldare ingenti debiti di droga. È questa la vicenda per la quale tre giorni fa è finito in carcere Antonio Cavallone, 29enne originario di San Pietro Vernotico. A tendergli la trappola è stato lo stesso acquirente, di concerto con i carabinieri del Nucleo operativo radiomobile della compagnia di Campi Salentina che, appostati sul luogo dell’appuntamento concordato per la cessione dello stupefacente, a Guagnano (Lecce), sono usciti allo scoperto, trovandogli tre dosi di coca (di un grammo ciascuna) nascoste negli slip.

Secondo il racconto reso ai militari solo qualche ora prima dell'arresto, il pusher l’avrebbe obbligato a comprare più droga di quanto richiesto, e per recuperare il credito gli avrebbe imposto di consegnare somme di denaro di 500, 600 euro alla volta, con minacce di questo tenore: “Dove stai, mi devi dare i soldi altrimenti ti ammazzo; brucio la macchina a te e alla tua ragazza; mi devi dare i soldi altrimenti ti faccio vedere quello che succede”.

Nel timore che queste parole potessero concretizzarsi, negli ultimi mesi, il malcapitato sarebbe arrivato a consegnargli la somma complessiva di 40mila euro, 4mila dei quali solo nell’ultimo mese con importi di 300 euro circa ogni tre giorni.

Su disposizione della sostituta procuratrice Donatina Buffelli, Cavallone era stato trasferito nel penitenziario di Borgo San Nicola e oggi il suo arresto è stato convalidato dalla giudice per le indagini preliminari, subito dopo l’interrogatorio durante il quale ha ammesso la cessione di droga, ma ha respinto l’accusa di estorsione. È difeso dall’avvocato Domenico Palombella del foro di Brindisi.

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