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Estorsioni col sacchetto della spesa, processo

BRINDISI – L’operazione fu chiamata “Shopper 2”. Era il secondo atto della “Shopper” chiusa nella metà del 2004 dalla Squadra mobile di Brindisi con l’arresto di Benito Leo e Diego Fimmanò. Nomi noti nel panorama giudiziario brindisino. Questo secondo atto aveva portato alla cattura di altri due complici di Leo: Mario Raia e Claudio Pupino. Il processo nei loro confronti è stato rinviato all’8 giugno per la discussione. Ci sarà la requisitoria. Quindi si andrà al 12 ottobre per le arringhe dei difensori e per la sentenza.

BRINDISI - L'operazione fu chiamata "Shopper 2". Era il secondo atto della "Shopper" chiusa nella metà del 2004 dalla Squadra mobile di Brindisi con l'arresto di Benito Leo e Diego Fimmanò. Nomi noti nel panorama giudiziario brindisino. Questo secondo atto aveva portato alla cattura di altri due complici di Leo: Mario Raia e Claudio Pupino. Il processo nei loro confronti è stato rinviato all'8 giugno per la discussione. Ci sarà la requisitoria. Quindi si andrà al 12 ottobre per le arringhe dei difensori e per la sentenza.

I quattro imputati, tutti assenti, rispondono di estorsioni consumate sino al 2004 tra i piccoli commercianti di Brindisi. La squadra mobile aveva avuto sentore di una sorta di imposizione che subivano i commercianti brindisini, praticamente costretti da Leo e Fimmanò ad acquistare dall'azienda "Contienitutto" intestata alla moglie di Leo buste (shopper) di plastica per gli alimenti. Furono avviate le indagini. I sospetti diventarono conferme. Qualcuno dei commercianti costretti a rifornirsi da Leo fu disposto a sottoscrivere una denuncia. Colpo su colpo il castello costruito da Leo e Fimmanò cominciò a vacillare.

I poliziotti scoprirono che con le maniere forti erano stati convinti altri grossisti di buste di plastica a girare alla larga da Brindisi e soprattutto dai commercianti ambulanti del mercato del quartiere Sant'Elia. I due furono arrestati su ordine della magistratura e rinchiusi in carcere. Fimmanò dopo circa un mese riuscì ad evadere ma fu catturato pochi giorni dopo.

Con questi arresti, però, non si erano interrotti gli affari della ditta Leo. Gli agenti della Mobile avevano continuato a tenere d'occhio i commercianti e si erano accorti che Pupino e Raia avevano preso il posto degli altri due. Ma questi erano pesci piccoli per poter gestire la cosa in prima persona, senza una guida.

Emerse che a tenere le fila erano sempre Leo e Fimmanò anche se rinchiusi in carcere. Pupino e Raia erano solo i piazzisti. All'alba del 21 dicembre del 2004 la Mobile notificò due ordinanze di cattura ai detenuti Leo e Fimmanò; e ne eseguì altre due nei confronti di Pupino e Raia. Con la "Shopper 2" i poliziotti avevano chiuso il capitolo su questa vicenda ora in attesa della sentenza di primo grado.

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