rotate-mobile
Domenica, 23 Giugno 2024
Cronaca

L'estremo atto d'amore di Irene, uccisa da un colpo di pistola: prelevati gli organi

Prelievo multiorgano dopo il decesso della 47enne Irene Margherito. I familiari hanno acconsentito: aveva espresso in vita la volontà di donare. Le attività si sono svolte presso il Perrino: salverà altre vite

BRINDISI - Dopo aver espresso questa volontà, di natura estremamente altruistica, dopo la sua morte, salverà altre vite. La famiglia di Irene Margherito, ferita da un colpo di pistola alla testa il 26 maggio sulla complanare della Brindisi-Taranto e deceduta nel'ospedale Perrino del capoluogo adriatico, ha dato il consenso alla donazione degli organi. Si tratta del secondo prelievo multiorgano dell'anno. La donna aveva formalmente espresso in vita la volontà di donare i suoi organi e i familiari hanno rispettato la sua decisione senza esitazione. La fase di osservazione per l'accertamento della morte cerebrale è cominciata intorno alle 15 del 27 maggio e si è conclusa intorno alle 21.

Le attività di prelievo sono cominciate nel primo pomeriggio di oggi (martedì 28 maggio), eseguite dall'équipe di Chirurgia generale e Cardiochirurgia del Policlinico di Bari che hanno lavorato insieme a quella di Urologia di Brindisi e al team di Anestesia e Rianimazione e del Blocco operatorio dell'ospedale. Le lunghe e complesse operazioni sono terminate nella serata con il coordinamento della dottoressa Ada Patrizio, responsabile aziendale delle attività di prelievo, insieme alla dottoressa Ontina Logreco e al dottor Massimo Calò, direttore del reparto di Anestesia e Rianimazione. 

Grazie alla volontà della donna e dei familiari verrà salvata la vita di più persone che erano in attesa di trapianto. Per questo il direttore generale, Maurizio De Nuccio, esprime riconoscenza e vicinanza alla famiglia a nome di tutta la Asl Brindisi: "Senza la generosità dei singoli l’intero e complesso sistema dei trapianti non può funzionare. Irene lo aveva compreso bene esprimendo in vita la sua scelta consapevole".

Il presunto responsabile della morte della 47enne Irene Margherito, il 55enne Adamo Sardella, è recluso da domenica presso la casa circondariale di Brindisi. Domani mattina (mercoledì 29 maggio), assistito dall'avvocato Vito Epifani, si presenterà davanti al gip del tribunale di Brindisi, Stefania De Angelis, nell'ambito dell'interrogatorio di convalida dell'arresto, eseguito dagli agenti del commissariato di Mesagne, diretti dal vicequestore Giuseppe Massaro. Dell'indagine se ne occupano inoltre i colleghi della Squadra Mobile di Brindisi, sotto il coordinamento della pm Paola Palumbo.

Rimani aggiornato sulle notizie dalla tua provincia iscrivendoti al nostro canale whatsapp: clicca qui.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

L'estremo atto d'amore di Irene, uccisa da un colpo di pistola: prelevati gli organi

BrindisiReport è in caricamento