Venerdì, 22 Ottobre 2021
Cronaca Via Antonio Ligabue

Evade dai domiciliari: operaio ammanettato dopo una fuga sui tetti

Arrestato al rione Sant'Elia un 47enne che lo scorso novembre era già stato arrestato per un grave caso di maltrattamenti in famiglia

BRINDISI – E’ stato arrestato dopo una fuga sui tetti un operaio brindisino di 47 anni che era evaso dalla sua abitazione, dove era ristretto in regime di domiciliari. La scena, degna di un film d’azione, si è svolta in via Ligabue, al rione Sant’Elia. Qui i carabinieri del Norm della compagnia di Brindisi si sono messi in appostamento dopo aver notato l’auto del 47enne.

L’uomo, già noto per gravissimi delitti contro la persona e il patrimonio, era stato arrestato in regime di domiciliari lo scorso 23 novembre, per atti persecutori nei confronti della ex convivente.

Nella giornata di ieri (martedì 27 novembre)è evaso dalla sua abitazione, facendo perdere le tracce. Nel primo pomeriggio, dopo aver individuato la sua auto davanti a un condominio, i militari hanno immediatamente attuato un apposito servizio di osservazione e cinturazione che ha consentito di presidiare l’obiettivo. Nel frattempo i carabinieri hanno notato l’ìoperaio sul tetto-terrazzo del palazzo. Accortosi della presenza dei militari, infatti, il 47enne stava cercando di dileguarsi. A quel punto i carabinieri, raggiunto il tetto dell’edificio, hanno inseguito il 47enne sopra le terrazze fino a raggiungerlo e a bloccarlo definitivamente. L’arrestato, dopo formalità di rito, è stato condotto presso casa circondariale di Brindisi.

A Oria, invece, i carabinieri della locale stazione al comando del maresciallo Roberto Borrello hanno eseguito un “ordine di esecuzione per la carcerazione” emesso dalla Procura della repubblica di Tarantoa carico di Maurizio Carone, 47enne del posto. 

L’uomo, coinvolto in diverse vicende giudiziarie per delitti contro la persona, il patrimonio ed armi, deve espiare la pena di due anni e quattro mesi di reclusione per il reato di falsa testimonianza, commesso a Taranto nel 2003. L’oritano, espletate le formalità di rito, è stato condotto presso il carcere di Brindisi. 

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