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Venerdì, 21 Gennaio 2022
Cronaca

Ex masseria Scu: da ricovero a tugurio

TUTURANO – Sgombero di primo mattino nell'ex masseria della Scu, confiscata al clan Buccarella, da parte dello Stato e concessa in uso al Comune di Brindisi. L'immobile, di fatto inagibile, era diventato da qualche anno la “casa”, o meglio il puzzolente ricovero, di una piccola comunità, sostanzialmente proveniente dall’Eritrea, composta da quasi 35 persone.

TUTURANO - Sgombero di primo mattino nell'ex masseria della Scu, confiscata al clan Buccarella, da parte dello Stato e concessa in uso al Comune di Brindisi. L'immobile, di fatto inagibile, era diventato da qualche anno la "casa", o meglio il puzzolente ricovero, di una piccola comunità, sostanzialmente proveniente dall'Eritrea, composta da quasi 35 persone.

Tuttavia le precarie condizioni igienico sanitarie, rilevate nel corso di un sopralluogo effettuato il 19 maggio di quest'anno dal personale del dipartimento di prevenzione della Asl, hanno spinto il sindaco Domenico Mennitti ad emanare, il 18 luglio scorso, una ordinanza contingibile ed urgente di sgombero della struttura, composta da un edificio ed una serie di capannoni per un'estensione di circa 1000 metri quadri.

Ad eseguire l'ordinanza una cinquantina tra poliziotti, carabinieri, vigili del fuoco e poliziotti municipali coordinati direttamente dal comandante Teodoro Nigro, in stretto contatto con il vicario del questore, l'ufficio di gabinetto della questura, la compagnia dei carabinieri di Brindisi. L'uso della forza pubblica, non è stato necessario dal momento che per buona parte gli occupanti erano già stati avvisati, ed invitati a trovare migliore collocazione, per questo nessuna tensione, si è registrata all'arrivo delle forze dell'ordine. Gli occupanti degli immobili che vivevano in condizioni igienico-sanitarie che definire precarie è un comodo eufemismo.

Gli eritrei, tutti dotati di regolare permesso di soggiorno, che lavorano principalmente nelle campagne, vivevano in locali carichi di masserizie a stretto contatto con gli stessi escrementi. Proprio in primo luogo per la salvaguardia della loro stessa salute sono stati sfrattati.

Loro preferiscono non rilasciare interviste e stanotte, dicono, dormiranno in mezzo ad una campagna, non essendo ancora stata trovata una struttura per la loro accoglienza. I locali di via Leo, della frazione di Tuturano, dopo essere bonificati con ruspe e automezzi per il trasporto di rifiuti della Monteco, è stato inibito all'accesso attraverso lavori di muratura eseguiti contestualmente alle operazioni in corso.

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