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Fallimento società Nubile, il Comune di Brindisi batte cassa

“Ingenti importi dovuti dalla srl all’Amministrazione necessario insinuarsi nel passivo”

BRINDISI – Anche il Comune di Brindisi batte cassa ora che la società Nubile srl è stata dichiarata fallita dal Tribunale. Intende insinuarsi nel passivo avendo collezionato negli anni “ingenti importi”. Somme più volte chieste alla società che gestiva l’impianto di Cdr e la discarica Autigno di proprietà comunale, ma mai versate.

L'impianto di frantumazione inerti della Nubile è a 200 metri dalla discarica

L’istanza

A presentare istanza per l’ammissione saranno gli avvocati interni di Palazzo di città, Monica Canepa ed Emanuela Guarino, in occasione dell’udienza, già fissata, per l’esame dello stato passivo fallimentare.

La delega è stata conferita dalla Giunta, su proposta dell’assessore al Contenzioso, Mauro Masiello, partendo dalla richiesta inoltrata dal nuovo dirigente del settore Ecologia-Igiene urbana, Francesco Corvace. Quest’ultimo il 2 dicembre scorso ha spedito al dirigente degli Affari legali, Pasquale Greco (anche segretario generale dell’Ente)  una nota con cui ha segnalato la necessità di essere presenti, poiché sussistono crediti vantati dal Comune nei confronti della Nubile, dichiarata fallita con sentenza del Tribunale di Brindisi, depositata lo scorso 28 agosto.

Per quanto attiene ai crediti tributari, la domanda di ammissione verrà formulata direttamente dalla società Abaco spa. Curatori della stessa Nubile sono stati nominati Enrica Bocco e Augusto De Castro.

Un mezzo della Nubile entra nel cantiere-2

Il processo civile

Il Comune, come si ricorderà, nel 2016 azionò un giudizio civile “di elevato ammontare economico” dinanzi al Tribunale di Brindisi. Processo di cui è stata dichiarata l’interruzione a causa dell’intervenuto fallimento e per il quale è stata di recente presentata istanza di riassunzione dall’avvocato Andrea Sticchi Damiani, all’epoca nominato dalla Giunta pescando all’esterno del Palazzo.

Il processo penale

Pende in appello il processo penale scaturito dall’inchiesta nata sull’affidamento dell’impianto di Cdr alla Nubile, con contestazione dell’accusa di corruzione all’ex amministratore unico Luca Screti e all’ex sindaco Mimmo Consales.  La tangente, per la Procura, sarebbe stata pari a 30mila, somma confessata in parte da Screti il quale, all’indomani dell’arresto in carcere avvenuto il 6 febbraio 2016, ammise il versamento precisando di aver attinto dal suo compenso di amministratore unico. Continua a rivendicare la propria estraneità ai fatti Consales, secondo il quale si sarebbe trattato solo di un contributo elettorale, peraltro non chiesto ma offerto dall’imprenditore.

 

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