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“False assunzioni come braccianti: anche la moglie del politico”

Avviso di conclusione per l’ex coordinatore provinciale di Area Popolare, Ciro Argese, consulente di un’azienda: “Lavorava come impiegata, la vicenda sarà chiarita”. La difesa: “Condotta corretta, solo diffamazione”

BRINDISI – Assunzioni solo sulla carta, praticamente fittizie. Falsi braccianti agricoli, tra i quali la moglie del consulente contabile e fiscale dell’azienda ortofrutticola, Ciro Argese, ex coordinatore provinciale di Ncd-Area Popolare, di recente sfiduciato da una corrente del suo partito. E ora pronto a dimostrare l’infondatezza dell’accusa perché rivendica la correttezza della sua condotta: “Ha lavorato come impiegata, sarà chiarito tutto nel caso in cui dovesse esserci il processo”.

Ciro Argese-2Il professionista, originario di Ceglie Messapica dove ha iniziato anche il suo impegno politico, è finito sotto inchiesta nel momento in cui i militari della Guardia di Finanza hanno esaminato la documentazione di una società chiedendo al titolare di avere copia dei libri contabili e delle fatture. L’avviso di conclusione indagine è stato notificato nelle scorse settimane e Argese, di conseguenza, rischia di finire sotto processo assieme all’imprenditore Giovanni Ortolano, cegliese anche lui, con l’accusa di truffa. Si dice sereno Argese: “Nella sede opportuna sarà chiarito ogni aspetto della vicenda”. La difesa, affidata all’avvocato Caterina Argese ha raccolto documentazione utile alla ricostruzione dei fatti e al rapporto del professionista con l’azienda: “Il mio assistito dimostrerà l’assoluta estraneità ai fatti inerenti i procedimenti in questione. Anzi, è stato oggetto di diffamazione e non solo. Per il momento, per questi ultimi aspetti è necessario mantenere il riserbo”.

Entrambi risultano già imputati nel troncone parallelo legato all’evasione fiscale, in relazione alla contestazione che attiene alla mancata presentazione delle dichiarazioni dei redditi. Con riferimento a questa vicenda, il pm ha già esercitato l’azione penale formulando il capo di imputazione con richiesta di rinvio al giudizio del Tribunale di Brindisi. L’udienza preliminare davanti al gup è stata fissata a dicembre. Ortolano ha conferito incarico per la difesa all’avvocato Cosimo Deleonardis, lo stesso penalista che lo ha assistito nella fase d’indagine, nel corso della quale il titolare dell’azienda ha sporto denuncia nei confronti dell’ormai ex consulente, sia per la vicenda delle dichiarazioni dei redditi, sia per le assunzioni ritenute non corrispondenti alla realtà.

La verifica dei militari della Finanza è partita nel 2016 e ha riguardato gli ultimi tre anni di vita dell’azienda, facendo venire a galla – stando all’accusa – una gestione contabile e fiscale con punti d’ombra, alcuni dei quali penalmente rilevanti. Dapprima sono state contestate le omesse dichiarazioni, con conseguenti mancati pagamenti di imposte e tasse, poi sono venute a galla le assunzioni di braccianti agricoli. 

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