Cronaca

Falso allarme bomba, una denuncia

CELLINO S. MARCO – E’ un netturbino di 51 anni l’autore della segnalazione di un ordigno all’interno di una sartoria di via Marconi, a Cellino San Marco, rivelatasi poi solo un atto teso a seminare allarme nella piccola azienda artigiana.

CELLINO S. MARCO - E' un netturbino di 51 anni l'autore della segnalazione di un ordigno all'interno di una sartoria di via Marconi, a Cellino San Marco, rivelatasi poi solo un atto teso a seminare allarme nella piccola azienda artigiana. L'episodio risale al 25 luglio, quando la telefonata giunse al centralino del comando provinciale dei Vigili del Fuoco. Erano le 6.45 e a Cellino fu inviata una squadra da Brindisi, che raggiunse il luogo assieme ai carabinieri della stazione locale e agli artificieri. L'immobile dove si trova la sartoria e lo stesso laboratorio furono passati al setaccio, ma non vi era traccia di bombe.

I carabinieri da quel giorno hanno seguito la pista della telefonata riuscendo a identificare alla fine l'autore della stessa. Ora si dovrà stabilire che relazione vi fosse tra l'operatore ecologico, che intanto è stato denunciato a piede libero per procurato allarme, e il proprietario e la gestione del laboratorio di sartoria dove lavorano alcune donne del luogo, un'attività che costituisce il loro unico reddito. Il 25 luglio, nell'immediatezza dei fatti, le persone ascoltate dai carabinieri non riuscirono ad indicare alcun possibile movente per l'accaduto.

A Cellino San Marco, al centro da mesi di oscuri episodi ai danni di amministratori pubblici e di dipendenti comunali, sino al punto da indurre il prefetto Nicola Prete ad istituire la commissione di osservazione prevista dalle normative antimafia, che potrebbe anche concludere la propria istruttoria avanzando la proposta di scioglimento del consiglio comunale, anche fatti come quello del 25 luglio assumono un certo rilievo, intervenendo in un clima già teso.

 

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