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Mercoledì, 8 Dicembre 2021
Cronaca

Rifiuti, contenzioso milionario: Falzarano ricorre al Tar e diffida il Comune

L'azienda chiede la revoca in autotutela della determina con cui è stata estromessa dal servizio di raccolta dei rifiuti, per irregolarità del Durc. Valore dell'appalto quantificato in 28 milioni

BRINDISI – Come preannunciato, la società “Ecologia Falzarano” ha impugnato la determina con cui il Comune di Brindisi ha revocato l’aggiudicazione del servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani, per irregolarità del Durc (Documento unico di regolarità contributiva). Sono due le strade percorse dalla ditta con sede a Genova. Oltre al ricorso al Tar di Lecce, infatti, i legali dell’azienda hanno inviato all’amministrazione comunale una istanza di revoca in auto tutela del provvedimento di estromissione dall’appalto a firma del dirigente del “Servizio ufficio contratti”, l’avvocato Francesco Trane, essendo venuto meno il presupposto in base al quale era stata revocata l’aggiudicazione, ossia l’irregolarità del Durc. 

Da quanto si legge nell’istanza, infatti la “competente sede Inps – Napoli Vomero, avendo Equitalia sede di Genova accolto l’istanza di rateizzazione proposta dall’impresa il 3 aprile 2017, ha rilasciato il Durc con dicitura regolare il 27 aprile 2017”, con la conseguenza, dunque, “che Ecologia Falzarano versava di fatto in posizione tale da soddisfare il requisito di regolarità contributiva” previsto dalla normativa vigente. 

Va ricordato che la Falzarano era stata l’unica ditta a partecipare al bando di gara biennale pubblicato lo scorso gennaio dal Comune, in attesa che si concludesse il travagliato iter del bando decennale dell’Aro Br/2. Ma le problematiche riguardanti il Durc hanno fatto slittare di settimana in settimana la firma del contratto, fino a quando l’ufficio contratti non ha preso la decisione di togliere l’affidamento alla Falzarano, che aveva già portato a Brindisi parte dei propri mezzi, lasciando l’appalto nelle mani dell’attuale gestore, l’azienda Ecologica Pugliese.

Ma considerato che “la situazione contributiva della ricorrente – si legge ancora nell’istanza – è stata regolarizzata con efficacia retroattiva”, sempre sulla base della normativa vigente non può essere applicata, a detta dei legali della Falzarano, l’esclusione dalla gara. Non vi sarebbero infatti “violazioni gravi” da parte dell’azienda, la quale “ha estinto immediatamente la maggior parte dei propri debiti, impegnandosi per la parte residua al relativo pagamento secondo le modalità concordate con Equitalia”. E’ una “giurisprudenza superata” quella alla quale si sarebbe richiamata l’amministrazione comunale. Per questo il ricorrente “invita e diffida il dirigente responsabile dell’ufficio Contratti a procedere alla revoca e/o annullamento in autotutela della determina di revoca dell’aggiudicazione con espressa archiviazione dei provvedimenti consequenziali adottati, compresa l’escussione della polizza e la segnalazione all’Anac”. 

Lo stesso dirigente è inoltre diffidato ad “astenersi dall’adottare qualsivoglia nuovo provvedimento che possa confliggere con l’esito della procedura indetta ovvero indire una nuova procedura selettiva o comunque procedere all’affidamento del servizio a terzi con diversa modalità se prevista dall’ordinamento”. 

A tal proposito va detto che stando ad alcune voci filtrate da Palazzo di città, l’amministrazione avrebbe definitivamente messo da parte lo strumento dell’ordinanza contingibile e urgente (adottata nel novembre 2014 per affidare il servizio a Ecologica Pugliese, che da tempo non riesce più a effettuare come dovrebbe la raccolta dei rifiuti), optando per un nuovo bando di gara biennale. Ma è da vedere come evolverà la vicenda, alla luce delle iniziative intraprese dalla Falzarano.

Oltre alla diffida di revoca in autotutela, infatti, come detto, la ditta, tramite l’avvocato Francesco Saverio Marini, ha presentato ricorso al tribunale amministrativo, “per ottenere l’annullamento, previa concessione di misure cautelari, della determinazione del Comune di Brindisi”. Dal ricorso si evince inoltre che la ditta quantifica in 28 milioni di euro il valore dell'appalto e che quindi ammonterebbe a sei zeri una eventuale richiesta di risarcimento danni nei confronti del Comune. Non solo. La società non esclude neanche "possibili conseguenze di carattere erariale personale in capo ai singoli responsabili". 

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