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"Family Affairs", un indagato si costituisce dalla Germania

Si tratta di un 28enne che, il giorno del blitz, non si trovava in Italia. Oggi, 5 novembre, gli ultimi interrogatori di garanzia

FRANCAVILLA FONTANA – Quando è scattato il blitz relativo all'inchiesta “Family Affairs”, il 28enne Vincenzo Gelo – indagato – si trovava in Germania. Ieri sera (mercoledì 4 novembre) si è costituito, come aveva già spiegato il suo legale, Pasquale Fistetti. Ora Gelo è ristretto ai domiciliari. Gli inquirenti hanno messo in luce l'attività di un presunto sodalizio, dedito allo spaccio di sostanze stupefacenti. Il gruppo aveva a disposizione anche armi, un kalashnikov e 25 chili di tritolo. 

La base del gruppo era a Francavilla Fontana, città d'origine degli indagati. L'ordinanza di custodia cautelare è stata eseguita lunedì 2 novembre. Il provvedimento restrittivo è stato emesso dal gip del tribunale di Lecce, Giulia Proto, su richiesta del pm della Dda salentina, Giovanna Cannalire, a seguito delle indagini condotte dai carabinieri del Norm della compagnia di Francavilla Fontana. I dettagli dell’operazione sono stati illustrati sempre lunedì, nel corso di una videoconferenza, dal comandante di compagnia, capitano Gianluca Cipolletta, e dal comandante della Radiomobile, luogotenente Marco Guardo.

Vincenzo Gelo deve rispondere di associazione finalizzata allo spaccio di stupefacenti, come partecipe e non come promotore. A Gelo viene addebitato in particolare un episodio, risalente al 2017. Oggi pomeriggio, giovedì 5 novembre, si terranno gli interrogatori di garanzia di tre indagati ristretti in carcere. Si tratta di Damiano Parisi (61 anni), Giuliano Parisi (39 anni) e del 22enne Giuseppe Candita. Ieri si sono tenuti altri interrogatori davanti al gip, molti degli indagati si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Marco Manelli (32 anni) e Francesco De Fazio (20 anni) hanno respinto gli addebiti.

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