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Sabato, 20 Aprile 2024
Cronaca

Farmacia privilegiata: chiesti maxi-risarcimenti

FRANCAVILLA FONTANA - Si sono costituiti parte civile nel corso dell’udienza preliminare e hanno chiesto un risarcimento di 500mila euro l’uno e un milione e cento mila euro l’altra due farmacisti Francesco Cannalire e Maria Teresa Bungaro.

FRANCAVILLA FONTANA - Si sono costituiti parte civile nel corso dell’udienza preliminare e hanno chiesto un risarcimento di 500mila euro l’uno e un milione e cento mila euro l’altra due farmacisti Francesco Cannalire e Maria Teresa Bungaro (difesi da Cosimo Lodeserto e da Francesco Bianco), coloro che secondo l’impostazione dell’accusa sarebbero stati danneggiati dalla delibera proprio sulla distribuzione delle farmacie per cui rischiano il processo 17 persone.

Stamani, dinanzi al gup Giuseppe Licci, il pm Valeria Farina Valaori ha ribadito la richiesta di giudizio per tutti, per Gabriele Rampino, assistito dall’avvocato Massimo Manfreda, Vincenzo Della Corte già sindaco di Francavilla, difeso da Gabriele Di Noi, Pietro Incalza, dirigente dell’Utc, Giuseppe Zullino, difeso da Gabriele Di Noi, l’attuale senatore Pietro Iurlaro, difeso da Roberto Palmisano, Cosimo Di Maria, l’ex parlamentare Pdl Luigi Vitali, Giovanni Passiatore, Antonio Scura, Massimiliano Cozzi, difeso da Roberto Palmisano, Eupreprio Di Castri, Michele Iaia, Cosimo Sarli, Carmine Calò, difeso dall’avvocato Domenico Attanasi, Vincenzo Petronelli, Tommaso Attanasi, Angelo Della Porta.

Hanno discusso le parti civili, si torna dinanzi allo stesso giudice il 9 gennaio prossimo per la decisione: il gup dovrà stabilire se gli imputati dovranno o meno affrontare il processo. Pietro Incalza e Gabriele Rampino sono accusati in concorso (di un privato nel reato proprio, perché Rampino non è pubblico ufficiale) di falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici. Il farmacista sarebbe l’istigatore, Incalza l’autore materiale.

Al fine di assicurare “ingiusto vantaggio” a Rampino nella nota senza data e numero di protocollo allegata a una delibera di giunta e in un’altra identica allegata a una delibera di consiglio comunale, avente a oggetto “Modifica Pianta Organica Farmacie” dopo aver premesso che “in relazione alla modifica della pianta organica e al fine di circoscrivere le aree ove allocare le farmacie di nuova istituzione attestavano falsamente che l’area individuata rispondeva ai requisiti di legge che impongono di garantire una equa distribuzione sul territorio garantendo l’accessibilità del servizio farmaceutico anche a quei cittadini residenti anche in aree scarsamente abitate”.

E’ risultato invece che l’individuazione della “zona sud-est” non rispondeva ai requisiti di “modesta densità demografica” anche perché erano presenti altre due farmacie, quella di Francesco Cannalire e l’altra di Maria Teresa Bungaro, distanti appena 630 metri e 594 metri dalla zona “sud-est” in cui ci sono per altro altre due parafarmacie. La zona 167 inoltre è “densamente abitata, soggetta a espansione edilizia, caratterizzata da numerose strutture commerciali e con annessa area agricola distante dalla farmacia ben 1.680 metri”.

Gli altri fatti sono, sempre in concorso, circostanze di abuso d’ufficio: Rampino quale titolare della farmacia “privilegiata”, Incalza quale dirigente dell’Ufficio tecnico, Zullino quale dirigente del settore Servizi Sociali, tutti gli altri quali consiglieri comunali di Francavilla Fontana, con “sviamento dei poteri loro attribuiti nell’esercizio delle rispettive funzioni” adottavano votando favorevolmente la delibera con cui si approvava l’istituzione di due nuove farmacie a Francavilla non rispondendo ai requisiti dell’equa distribuzione, dando atto di avere acquisito il parere della Asl che invece non era affatto favorevole, e non avendo acquisito il parere dell’Ufficio anagrafe, unico competente a fornire i dati democratici”.

La delibera secondo l’accusa adottata dal Consiglio comunale non garantiva affatto una più capillare presenza sul territorio del servizio farmaceutico ma avvantaggiava Rampino. Era stata approvata in soli tre giorni (dal 17 al 19 aprile), e prima della conferenza dei servizi convocata per conoscere i parere di Asl e dell’Ordine dei farmacisti. Rampino, poi, avrebbe “concordato con il sindaco l’adozione della delibera” e avrebbe “seguito l’intera vicenda in stretto contatto con il sindaco” con il quale si sentiva telefonicamente poco prima e poco dopo l’approvazione.

Nel fascicolo del pm ci sono numerose conversazioni intercettate: sono stati ascoltati mentre parlavano al telefono il sindaco, Vincenzo Della Corte, e anche lo stesso Rampino che avrebbero colloquiato al cellulare poco prima e poco dopo l’approvazione della delibera sulle farmacie confezionata, secondo l’impostazione dell’accusa, per favorire il presidente dell’Ordine dei farmacisti e risparmiargli qualsiasi forma di concorrenza diretta.

Le conversazioni fra gli attuali imputati sono state captate in più di una circostanza e a quanto pare ve ne sono state di “utili” per investigatori e inquirenti avvenute anche nella sala d’attesa della caserma della Guardia di Finanza, delegata a condurre le indagini.

 

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