Attentati incendiari per far ritrattare la testimonianza di un imprenditore e omertà

Le telecamere inquadrano un uomo a volto coperto e con la tanica di benzina. Nessuno dei passanti allerta le forze dell'ordine

Foto da www.gofasano.com

FASANO – Ha potuto girare tranquillamente per le vie di Fasano col volto coperto e una tanica di benzina, in mezzo alla gente che si voltava dall'altra parte. Hanno potuto compiere così, indisturbati, una serie di attentati, degli incendi dolosi per fare ritrattare una testimonianza. E poi le estorsioni e lo spaccio di stupefacenti: si è conclusa con nove arresti l'operazione di questa mattina (22 ottobre) dei carabinieri a Fasano. I militari del Nor - sezione operativa della compagnia di Fasano, coadiuvati dai colleghi del nucleo cinofili di Modugno e dello squadrone eliportato cacciatori “Puglia”, dalle cinque del mattino hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Tribunale di Brindisi, su richiesta della Procura, nei confronti di nove persone (tre in carcere, due ai domiciliari e quattro con obbligo di dimora).

Pub nel mirino degli incendiari: quattro attentati in pochi mesi

Si tratta di fasanesi, ritenuti responsabili dei reati di estorsione aggravata, incendio, detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente, ricettazione e furto aggravato di autovetture. I carabinieri hanno documentato numerosi episodi incendiari avvenuti nel territorio del Comune di Fasano tra il 2019 e il 2020 e in particolare quelli che hanno colpito, in diverse occasioni il bar-pub “Ciporti”.  Le indagini sono state coordinate dal pm Alfredo Manca. I nove destinatari dell'ordinanza di custodia cautelare sono: Giovanni Potenza (47 anni), Francesco Cofano (22 anni) e il 36enne Luigi Conversano (in carcere); Simone Palazzo (21 anni) e il 52enne Giovanni Salerno (ai domiciliari) Giuseppe Ditano, Carlo Cofano, Matteo Palmisano e Giuseppe Gallo (obbligo di dimora).

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Le indagini, condotte dal dicembre 2019 al marzo 2020, hanno permesso di far luce sui diversi episodi incendiari avvenuti nei mesi precedenti nel territorio di Fasano. In particolare, dal maggio 2019, un imprenditore fasanese ha subito l’incendio della propria autovettura e della porta di ingresso del suo risto-pub che è stato poi definitivamente dato alle fiamme nel dicembre del 2019. I carabinieri, coordinati dalla Procura, sono riusciti a identificare il presunto mandante e il presunto esecutore materiale di tali episodi. Il mandante, un fasanese al quale viene anche contestata la detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti, avrebbe commissionato gli incendi a un giovane disoccupato del luogo, per costringere l’imprenditore a ritrattare una testimonianza resa nel corso di altro procedimento penale iscritto a carico del figlio del mandante, riuscendo nel suo intento.

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Nel corso delle attività investigative si è appurato che il giovane disoccupato sarebbe anche responsabile dell’incendio di altre due autovetture e della finestra di una gelateria (fatti questi avvenuti proprio nel periodo di investigazione), agendo, per tali episodi, in autonomia. Le indagini estese poi alla cerchia amicale e affettiva dei due principali indagati, hanno consentito di raccogliere elementi indiziari a carico degli altri soggetti che li avrebbero favoriti e che si sarebbero resi responsabili, in concorso tra loro, di numerose cessioni di sostanze stupefacenti nel territorio di Fasano, della ricettazione di due autovetture provento di furto e del furto di una autovettura poi restituita, con un'altra estorsione, al legittimo proprietario. Per la Procura le indagini hanno evidenziato uno spaccato preoccupante, quello di “un’intera collettività giustamente atterrita per il succedersi di così gravi episodi". In un episodio, ripreso dalle telecamere, si vede un individuo a volto coperto e con una tanica di benzina che si aggira di notte per le vie cittadine. Si vedono i passanti che si voltano dall'altra parte. Nessuno ha pensato di allertare le forze dell'ordine.

Le dichiarazioni del sindaco Francesco Zaccaria

"L’operazione dei carabinieri di questa mattina ci rende tutti più sereni: se le accuse verranno confermate, sarà fatta luce sui preoccupanti episodi di violenza che hanno turbato la nostra tranquillità negli ultimi tempi. Voglio ricordare la reazione composta della città, che in occasione dell’incendio al Ciporti ha reagito con fermezza e unità all’appello dell’amministrazione comunale e che ora riceve una risposta importante dalle Istituzioni. Mi compiaccio con inquirenti e forze dell’ordine per l’attività fin qui svolta e per gli elementi d’accusa raccolti, che ora passeranno al vaglio della magistratura giudicante."

Articolo aggiornato alle 18.35

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