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Finanziere scomparso, forse avvistato in Abruzzo

La segnalazione di un'escursionista di Tocco da Causaria ai carabinieri riaccende le speranze della famiglia di Pietro Conversano assente dal febbraio 2019

FASANO - C'è una speranza attorno alla vicenda di Pietro Conversano, 52enne, finanziere di Fasano scomparso il 13 febbario 2019 dalla sua abitazione. L'uomo sarebbe, infatti, stato avvistato e riconosciuto lo scorso 2 giugno da un'escursionista di Tocco da Causaria, in Abruzzo, nei pressi del rifugio Monte Corvo, sul versante del Morrone-Majella. Il finanziere, secondo quanto raccontato ai carabinieri dall'escursionista, indossava un giaccone invernale rosso, abbigliamento pesante data la giornata calda e avrebbe coperto il volto con il cappuccio per nascondersi. Aveva, poi, la barba incolta e percorreva il sentiero in salita attorno alle 18,30. 

Dopo sedici mesi, quindi, si riaccendono i riflettori su quello che sembra un allontanamento volontario. L'appuntato della Guardia di Finanza in servizio a Monopoli sparito il 13 febbraio, lasciò a casa la fede nuziale. Sul suo pc una serie di ricerche sul cammino per Santiago di Compostela e alcuni boschi in Abruzzo. La famiglia si è rivolta, anche, alla trasmissione Rai "Chi l’ha visto" che, a metà giugno, è ritoranata sulla vicenda, ascoltando la testimonianza della moglie Caterina e dell'avvocato della famiglia, Antonio Lascala, che hanno aggiunto particolari importanti sulla vita del finanziere. 

Prima di sparire lasciò in casa la fede nuziale, un rossetto e una matita per la moglie, ma portò con sé la pistola d'ordinanza e una somma prelevata dal conto in banca. Era in ferie, ma aveva detto ai congiunti che andava lo stesso a Monopoli, dove prestava servizio, per concludere una indagine. Invece, dalle ricostruzioni effettuate dai carabinieri, una volta giunto a Monopli e parcheggiato l'auto presso la caserma dove lavorava, alla 4, 41 - dicono le telecamere della stazione ferroviaria, aveva preso un regionale per Bari. Nella stazione del capoluogo pugliese si sono poi perse le sue tracce. L'associazione Penelope Abruzzo segue il caso insieme alla collega pugliese Annalisa Loconsole.

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