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Domenica, 5 Dicembre 2021
Cronaca

Fermo non convalidato, ma Centonze resta ugualmente in carcere

BARI – Non è stato convalidato il fermo di indiziato di Antonio Centonze, 42 anni, brindisino, difeso dall’avv. Daniela Faggiano, accusato di far parte della Sacra corona unita. Il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Bari ha ritenuto che non per quanto riguarda la fuga non c’è pericolo in quanto l’indagato si è costituito spontaneamente nel carcere barese. Ha però emesso la misura provvisoria di detenzione in carcere in attesa di quella definitiva che dev’essere adottata dal gip del tribunale di Lecce, competente. Misura che il giudice del tribunale salentino dovrà emettere entro venti giorni.

BARI - Non è stato convalidato il fermo di indiziato di Antonio Centonze, 42 anni, brindisino, difeso dall'avv. Daniela Faggiano, accusato di far parte della Sacra corona unita. Il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Bari ha ritenuto che non per quanto riguarda la fuga non c'è pericolo in quanto l'indagato si è costituito spontaneamente nel carcere barese. Ha però emesso la misura provvisoria di detenzione in carcere in attesa di quella definitiva che dev'essere adottata dal gip del tribunale di Lecce, competente. Misura che il giudice del tribunale salentino dovrà emettere entro venti giorni.

Centonze fa parte delle ventotto persone coinvolte nella prima tranche dell'operazione Last Minute, condotta dalla squadra Mobile di Brindisi e dal Commissariato di Mesagne. Ventotto indagati, di cui quattro attualmente irreperibili, accusati dal pentito Ercole Penna, mesagnese, arrestato il 29 settembre scorso nell'ambito dell'operazione "Calipso" per associazione mafiosa e altro, condannato in via definitiva a tredici anni di carcere quale epilogo dell'operazione "Mediana" (161 arresti agli inizi del Duemila), pentito a partire dal 9 novembre scorso.

Centonze, condannato in passato per contrabbando, aggravato dall'articolo 7 del codice penale), è indicato dal pentito come uno degli imprenditori che riciclava il denaro sporco nell'edilizia. Al contrario Centonze ha detto al giudice di non avere niente a che fare con la Scu, che nemmeno conosce Penna, che lavora onestamente nel settore edilizio e si trova coinvolto in questa vicenda per vendetta di chi evidentemente non ha accettato che lui si rifacesse una vita onesta.

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