Domenica, 17 Ottobre 2021
Cronaca Centro Storico

Ferrohotel di nuovo occupato: riecco la favela alle porte del centro storico

Il cortile è già ridotto a una distesa di rifiuti che sprigionano un fetore insopportabile. Sacchi di spazzatura vengono lanciati dalle finestre dei piani superiori, utilizzate anche come orinatoi. Il Ferrohotel è stato riconquistato dai senzatetto. Il vecchio ostello dei tranvieri rischia di trasformarsi nuovamente in una bomba ecologica

BRINDISI – Il cortile è già ridotto a una distesa di rifiuti che sprigionano un fetore insopportabile. Sacchi di spazzatura vengono lanciati dalle finestre dei piani superiori, utilizzate anche come orinatoi. Il Ferrohotel è stato riconquistato dai senzatetto. Il vecchio ostello dei tranvieri, situato a poche decine di metri dal cavalcavia De Gasperi, rischia di trasformarsi nuovamente in una bomba ecologica. Le  reti metalliche realizzate intorno all’edificio dopo lo sgombero del 6 dicembre 2013 non hanno scoraggiato i clochard. Percorrendo proprio il cavalcavia, si possono intravedere alcune persone che vivono nell’immobile fatiscente.

Da quanto riferito dai residenti di alcuni palazzi situati nei pressi del Ferrohotel, gli occupanti lasciano la struttura alle prime luci del giorno e vi fanno rientro nel tardo pomeriggio. Devono fare a meno di acqua corrente, energia elettrica e servizi igienici. Il Ferrohotel è infatti ridotto a un rudere che se ne sta cadendo letteralmente a pezzi.

Le forze dell’ordine lo hanno già sgomberato in un paio di circostanze. Il 13 luglio del 2011, carabinieri e vigili urbani sloggiarono una famiglia di bulgari composta da 14 persone. Il 6 dicembre del 2013,  toccò a 3 afghani e 3 pakistani. Negli ultimi 6 anni, il vecchio ostello è stato teatro anche di efferati episodi di cronaca. Il 23 marzo del 2009, uno sbandato, ex detenuto, uccise con una coltellata un immigrato rumeno di 24 anni e ferì gravemente un brindisino. Nel 2014, pochi mesi prima dell’ultimo sgombero, un migrante originario dell’Africa venne lanciato da una finestra, riportando gravi ferite.

La palazzina, alta 4 piani, è stata murata e recintata dopo ogni sgombero. Ma tali misure si sono rivelate del tutto inutili. Anche in questa circostanza, dopo qualche mese di quiete, i senzatetto sono tornati a impossessarsi dello stabile, aprendosi un varco nella recinzione metallica. Si tratta di un gruppo di disperati che vive in condizioni igienico-sanitarie disumane, circondato da rifiuti di ogni tipo. D’estate la situazione si fa ancora più critica, anche per i cittadini che vivono nel raggio di qualche decina di metri dal Ferrohotel.

Non è escluso che le forze dell’ordine, preso atto della nuova occupazione, possano optare per il terzo sgombero. Ma il problema si riproporrà nuovamente fino a quando la struttura non verrà abbattuta. Già, ma a spese di chi? Finché non si troverà una risposta a questa domanda, il Ferrohotel continuerà ad essere una favela alle porte del centro storico. 

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