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Festa dei carabinieri: reati diminuiti del 12% nell’ultimo anno

BRINDISI – E’ un dato reso noto, con una punta d’orgoglio, nel corso dell’anniversario della fondazione del Corpo dei carabinieri: nel territorio provinciale i reati sono stati il 12% in meno rispetto allo scorso anno. Nel 196° anno dalla sua fondazione, i militari hanno sfilato in piazza Crispi per le celebrazioni ufficiali e la consegna delle medaglie al valore. Ma è stata anche l’occasione per il comandante provinciale Ugo Sica per fare un bilancio dell’attività svolta.

BRINDISI - E' un dato reso noto, con una punta d'orgoglio, nel corso dell'anniversario della fondazione del Corpo dei carabinieri: nel territorio provinciale i reati sono stati il 12% in meno rispetto allo scorso anno. Nel 196° anno dalla sua fondazione, i militari hanno sfilato in piazza Crispi per le celebrazioni ufficiali e la consegna delle medaglie al valore. Ma è stata anche l'occasione per il comandante provinciale Ugo Sica per fare un bilancio dell'attività svolta.

Non c'è solo un trend di reati in diminuzione ma, secondo Sica, anche una presenza diversa e più utile nell'intero territorio. "La mia strategia - spiega il comandante - è stata quella di rafforzare l'attività di controllo notturna. Anche se i cittadini vedono meno carabinieri in giro nelle ore diurne, hanno però una copertura diversa in quelle più pericolose. Credo che sventare i reati e tutta l'attività di prevenzione sia altrettanto importante rispetto a quella di repressione dei crimini".

Il dato più rilevante comunque, va inteso in senso generale e non dice nulla circa la gravità dei reati commessi: quel che è certo è che dei 15 mila commessi nello scorso anno, si è avuto un decremento di almeno mille reati. Particolare importanza, secondo il comandante Sica, avrebbero invece i 19 arresti per l'articolo 416 bis che regola i reati di mafia.

"Anche questo è un dato che merita un approfondimento però - ribadisce Sica - potrebbe sembrare che ci sono tanti mafiosi, invece a fronte dell'attività investigativa, significa che siamo capaci anche di sventare qualsiasi tentativo di associazione mafiosa sul nascere".

Poi il comandante ha ricordato le operazioni salienti degli ultimi dodici mesi: dalla confisca di beni per oltre cinque milioni di euro alla famiglia Bruno all'arresto, pochi giorni fa, avvenuto grazie alla denuncia di un imprenditore vittima del racket estorsivo. "Segnali da dare alla cittadinanza - conclude Sica - e che aiutano ad instaurare un sentimento di fiducia tra le forze dell'ordine e i cittadini".

Restano però le carenze di organico, lamentate soprattutto dalle forze di polizia, e le difficoltà a monitorare l'intera provincia che - nonostante i dati positivi - è ancora percepita dalla cittadinanza come terreno di conquista per malavitosi di ogni specie.

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