Cronaca Centro Storico / Via Petrarca

Fiamme sul muro dell'abitazione di un neoeletto consigliere comunale

Ancora un incendio sospetto a Carovigno, a meno di 24 ore dalla proclamazione del sindaco Carmine Brandi. Un rogo di modesta entità ha investito la scorsa notte il muro adiacente all'ingresso dell'abitazione, situata in via Petrarca, di un noto esponente della politica locale. Si tratta del consigliere comunale, con trascorsi da assessore ai Lavori Pubblici, Tony Barella

CAROVIGNO – Ancora un incendio sospetto a Carovigno, a meno di 24 ore dalla proclamazione del sindaco Carmine Brandi (il cui insediamento è previsto per le ore 16 di domani, 19 giugno). Un rogo di modesta entità ha investito la scorsa notte il muro adiacente all’ingresso dell’abitazione, situata in via Petrarca, di un noto esponente della politica locale. Si tratta del consigliere comunale, con trascorsi da assessore ai Lavori Pubblici, Tony Barella, eletto fra le file di Forza Italia, principale forza dello schieramento di centrodestra che si è imposto in occasione delle recenti elezioni amministrative.

L’episodio si è verificato intorno alle ore 3. Le fiamme sono state spente sul nascere da alcuni residenti. I danni sono stati talmente irrilevanti da non rendere neanche necessario l’intervento dei vigili del fuoco. Ad eccezione di un alone nero impresso sul fabbricato, la combustione non ha lasciato altri segni.

Sull’accaduto indagano i carabinieri della compagnia di San Vito dei Normanni, i quali hanno inoltrato una segnalazione al Reparto operativo del comando provinciale dell’Arma. Tony Barella, contattato nel pomeriggio da BrindisiReport, esclude però che la sua abitazione sia finita nel mirino degli incendiari. “Non è successo nulla – assicura il consigliere comunale – non c’è stato alcun incendio”.

Al momento non vi sono elementi per stabilire se questo episodio possa essere riconducibile alla lunga sequenza di atti intimidatori ai danni persone vicine all’attività amministrativa che di recente hanno segnato Carovigno. L’ultimo risale alla sera del 3 giugno, quando vennero esplose delle fucilate contro l’abitazione rurale del responsabile del personale della ditta succeduta alla Carbinia nel servizio di raccolta dei rifiuti, la Navita di Carovigno.

Ma impressionante fu l’escalation che si registrò fra settembre e dicembre del 2014.  Il 12 dicembre, venne centrata da un paio di colpi di arma da fuoco la casa di un dipendente di Equitalia. L’8 dicembre, un episodio sospetto riguardò Dino Semeraro, segretario amministrativo del consorzio di Torre Guaceto, uno dei fronti caldi della politica carovignese. Semeraro era a lavoro negli uffici dell’ente via Regina Margherita quando qualcuno, nel primo pomeriggio, infranse con una pietra il finestrino anteriore della sua Audi A4, rigando la fiancata. 

Nel vortice di episodi violenti, la sera del 30 ottobre, finì  anche il mensile “La Lanterna del Popolo”, la cui redazione in via Giuseppe Verdi, a pochi passi dal municipio, venne seriamente danneggiata da un incendio doloso che distrusse mobili, monitor e la macchina utilizzata per stampare il giornale. 

In quei giorni, fra l’altro, tenevano ancora banco gli attentati ai danni di due consiglieri comunali di Ncd, forza che sosteneva la maggioranza di centrosinistra guidata dal sindaco Mimmo Mele, fino al momento delle sue dimissioni. Si tratta di Danilo Del Prete e Graziana Zaira Lanzillotti. Il primo finì  per due volte nel mirino degli incendiari: la notte fra il 15 e il 16 settembre, quando venne appiccato un rogo al portone dell’agenzia funebre di sua proprietà, la Siof, situata in via Pagliara; la notte fra il 13 e il 14 novembre, quando venne data alle fiamme la sua Hyundai Atos.

La seconda si dimise dall’incarico di consigliera comunale l’1 novembre: nove giorni prima, la notte fra il 21 e il 22 novembre, venne appiccato un incendio al portone della sua villetta di Torre Santa Sabina. Quella stessa notte, si verificò pure una misteriosa intrusione nella stanza del sindaco ubicata al primo piano di Palazzo di città. Non venne portato via nulla. Ma fu comunque di un messaggio inquietante. 

 La speranza, insomma, è che non stia per iniziare una nuova stagione di intimidazioni per le vie di Carovigno, dopo un periodo di relativa quiete. 

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