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Striscione sulla facciata della Curia di Brindisi

Striscione sulla facciata della Curia di Brindisi

Filoni porta il saluto del Papa

BRINDISI - A Brindisi per l'inaugurazione dell'Anno della Fede, il "prefetto delle chiese giovani", cardinale Fernando Filoni, originario della provincia di Taranto, ha incontrato stamani a Palazzo Nervegna, sede dell'ufficio del sindaco, il primo cittadino di Brindisi che ha fatto gli onori di casa. Erano presenti, oltre all'arcivescovo Rocco Talucci, varie autorità civili e militari ed alcuni parlamentari nazionali e regionali del territorio. Ecco il messaggio di saluto letto dal cardinale Filoni. A seguire quello del sindaco.

BRINDISI - A Brindisi per l'inaugurazione dell'Anno della Fede, il "prefetto delle chiese giovani", cardinale Fernando Filoni, originario della provincia di Taranto, ha incontrato stamani a Palazzo Nervegna, sede dell'ufficio del sindaco, il primo cittadino di Brindisi che ha fatto gli onori di casa. Erano presenti, oltre all'arcivescovo Rocco Talucci, varie autorità civili e militari ed alcuni parlamentari nazionali e regionali del territorio. Ecco il messaggio di saluto letto dal cardinale Filoni. A seguire quello del sindaco.

Desidero anzitutto rivolgere il mio deferente saluto al signor Sindaco di questa Città, dr. Cosimo Consales, al dr. Nicola Prete e al dr. Massimo Ferrarese, rispettivamente Prefetto e Presidente della Provincia, nonché a tutte le Autorità civili e militari qui convenute. Ringrazio i presenti per la cordiale accoglienza che mi viene riservata. Qui nel Salento so di essere a casa e con piacere ho accolto il fraterno invito dell'Arcivescovo, S.E.Mons. Rocco Talucci che mi ha invitato all'apertura dell'Anno della Fede dell'Arcidiocesi.

Da tempo immemorabile a Brindisi è dato l'appellativo di città accogliente. Diede ospitalità a persone illustri quali Cicerone e Orazio, e raccolse l'ultimo respiro di Virgilio. Ponte fra Oriente ed Occidente, è stata attraversata da folle di pellegrini in partenza per il Vicino Oriente e la Terrasanta. Il suo porto, terminale della Via Appia e richiamo della Via Egnazia sull'altra sponda dell'Adriatico, è il testimone singolare di questa città, simbolo di raccordo culturale e religioso, oltre che di scambi industriali e commerciali.

Facendo riferimento al suo più recente passato, Brindisi ha accolto con singolare entusiasmo il Papa Benedetto XVI in occasione della Visita Pastorale del 14-15 giugno 2008. Il Sommo Pontefice, in quell'occasione memorabile, più volte ha ribadito la vocazione cosmopolita di questa Città. «Ogni porto -affermò- parla di accoglienza, di riparo, di sicurezza; ma anche di partenze, di progetti e di futuro. In particolare, il porto di Brindisi riveste un ruolo di primo piano per le comunicazioni verso il Mare Mediterraneo e verso l'Oriente, e per questo ospita anche una base delle Nazioni Unite, che svolge una funzione importante sotto il profilo umanitario». Nel ricordo di quella straordinaria Visita, Vi porto il saluto affettuoso del Santo Padre che, più di una volta, mi ha accennato di avere una grata memoria dell'accoglienza e dell'entusiasmo particolarmente dei giovani in quei due giorni trascorsi in mezzo a Voi.

Sono venuto ad aprire, in sede diocesana, l'Anno della Fede e a ribadire, anche in ragione della responsabilità che mi è stata affidata dal Santo Padre, l'impegno di "prima evangelizzazione" che la Chiesa universale svolge a servizio delle giovani Chiese. Tale servizio, però, si rende possibile solo se nelle Chiese di antica fede cattolica parte una "nuova evangelizzazione" capace di ridestare le coscienze. Le difficoltà dell'ora presente richiedono consapevolezza e partecipazione, uno sforzo convergente da parte di quanti rivestono ruoli di pubblica responsabilità, nonché dei singoli cittadini.

A voi che fate dei principi cristiani il motore del vostro servizio alla "polis", chiedo di contribuire perché questa Città e quante altre fanno parte di questo comprensorio civile crescano dal punto di vista religioso, economico e culturale. La nostra Terra ha radici profonde che vanno preservate, e la Chiesa, che non ha interessi di parte da difendere, domanda che, a partire da comportamenti individuali scaturiti dal Vangelo, abbia inizio un rinnovato sforzo solidale, che ponga al centro dell'azione le famiglie e le nuove generazioni. È il mio fervido augurio di bene!

Il discorso del sindaco Consales:

Eminenza, è con grande gioia che Le do il benvenuto a Brindisi: come sindaco e a nome mio personale, dell´intero consiglio comunale e della cittadinanza tutta. Rivolgo un saluto all'Arcivescovo, mon. Rocco Talucci, ai sacerdoti, ai religiosi ed alle religiose, alle autorità civili e militari, ai fedeli e ai cittadini presenti in questa sala che ospita uno dei simboli più importanti della nostra città: il capitello della Colonna romana posta alla fine della via Appia.

Sua Eminenza il cardinale Ferdinando Filoni, Prefetto della Congregazione per l´evangelizzazione dei popoli e pugliese di origine, ha voluto onorare Brindisi con la Sua presenza. Una presenza che rafforza e rinnova il legame della nostra comunità cittadina con l´intera diocesi.

Un legame che vede nell'attività pastorale di mons. Talucci il motivo per rinsaldarsi e per rinnovarsi ogni giorno.

In tutti questi anni, quella del nostro Arcivescovo non è stata una missione semplice: catapultato in una città in cui la linea di demarcazione tra legalità e illegalità era così invisibile da risultare a volte addirittura inesistente.

Ebbene, in questo processo di crescita sociale, oltre ad ognuno di noi, anche la Chiesa diocesana che ha saputo proporci ha svolto un ruolo fondamentale e di questo Brindisi sarà grata per sempre al nostro Arcivescovo, a cui va anche il merito di aver portato per la prima volta un Papa in città.

Di quella visita di Benedetto XVI, avvenuta nel maggio 2008, la città di Brindisi conserverà un ricordo indelebile. Eminenza, la Sua presenza oggi a Brindisi ci dà conferma della volontà di continuare sulla strada della collaborazione tra Diocesi ed amministrazione comunale. Un cammino che, ne sono convinto, ci vedrà procedere insieme, nella diversità dei rispettivi ruoli ma con lo stesso obiettivo: il raggiungimento del bene comune.

Sono sindaco solo da pochi mesi. Anche prima di essere il Sindaco di una città che amo profondamente, ero molto attento - anche per la mia professione - al tema dei diritti e dei doveri, al tema della giustizia, ai temi sociali e percepivo un forte disagio: sentivo che si era creato un profondo distacco tra i cittadini e la città. Esiste, sarebbe sbagliato non riconoscerlo, una crescente distanza tra le aspettative dei cittadini e chi, per il suo ruolo istituzionale, ha il difficile compito di trovare il giusto equilibrio tra quanto si vorrebbe fare e ciò che è possibile fare.

Questa spaccatura ha dato la forza all'antipolitica di emergere e di proliferare nella nostra Italia. Sono convinto che è anche ruolo degli amministratori locali trovare il punto di congiunzione tra le domande dei cittadini e le scelte politiche che rispondano alle esigenze della comunità.

Un richiamo che è più forte per noi cristiani impegnati in politica. Vorrei ricordare ciò che don Tonino Bello disse sull´impegno in politica: "Il cristiano che fa politica deve avere non solo la compassione delle mani e del cuore, ma anche la compassione del cervello. Analizza in profondità le situazioni di malessere. Apporta rimedi sostanziali sottratti alla fosforescenza del precariato. Non fa delle sofferenze della gente l´occasione per gestire i bisogni a scopo di potere. Paga di persona il prezzo di una solidarietà che diventa passione per l´uomo. Addita in termini planetari e senza paure, i focolai da cui partono le ingiustizie, le violenze, le guerre, le oppressioni, le violazioni dei diritti umani". Un impegno gravoso che, posso dirlo, sentiamo ogni giorno sulle nostre spalle.

Oggi la diocesi di Brindisi-Ostuni si incontra nella nostra città per vivere insieme l´inaugurazione dell´Anno della Fede. Un evento speciale indetto da Papa Benedetto XVI con la Lettera Apostolica "Porta Fidei", nel 50° anniversario dall´apertura del Concilio Vaticano II e a 20 anni dalla pubblicazione del Catechismo della Chiesa Cattolica. Come comunità siamo lieti di ospitare i fedeli in questo loro pellegrinaggio. Eminenza, per spiegare l´importanza di questo evento voglio prendere in prestito le parole scritte dall´Arcivescovo, mons. Talucci, nella lettera indirizzata a tutta la comunità diocesana.

"La fede è sì un dono che viene dall'alto, ma è anche un atto profondamente umano radicato nella libertà di ogni persona, capace di aprire il cuore dell´altro e agli altri e di maturare risposte autentiche. La Parola (di Dio) dispone alla risposta l´uomo in ricerca per costruire il suo bene terreno ed eterno. L´uomo - conclude l´Arcivescovo - spira ad una gioia senza tramonto". La stessa che ci ha donato Lei oggi con la sua presenza. Benvenuto Eminenza.

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